Sacile vuole abbandonare il Friuli e "sposare" il Veneto: lanciata l'idea di un referendum per la "secessione"

Sabato 30 Gennaio 2021 di Michelangelo Scarabellotto
Il centro di Sacile
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SACILE - Sacile pronta a lasciare il Friuli Venezia Giulia per approdare in Veneto. È una proposta che ha cominciato a circolare a San Odorico, località particolarmente vivace, attenta e pronta a cogliere i problemi che interessano la città nella quale, già negli ultimi mesi del 2020, si sarebbe formato un comitato al lavoro per poter lanciare ufficialmente alla comunità sacilese la proposta di un referendum per il passaggio di Sacile alla vicina Regione del Veneto. Alla base di questa iniziativa la sanità e in particolare il futuro dell’ospedale sul quale ci sono solo segnali negativi rappresentati da tagli di servizi, ridimensionamenti di altri e silenzi dell’Azienda sanitaria, sugli allarmi che Comitati e Associazioni lanciano da anni assieme a richieste di incontri o di chiarimenti da parte di Dirigenti sanitari, politici a vari livelli.


LA CAUSA
A far scattare la decisione di avviare il percorso rivolgendosi direttamente ai propri concittadini per giocare la carta del passaggio al Veneto sarebbe stata, dopo la chiusura della Rsa, struttura sanitaria di via Ettoreo, la decisione di questi giorni presa dall’Azienda sanitaria di appaltare a privati tutti i Servizi del Punto di primo intervento. Questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso, Così quelli che fino ad ora erano solo rumors si sono tramutati in segnali chiari che dicono di un gruppo di cittadini che sta lavorando per dar corso ad un referendum con cui chiedere il passaggio alla confinante regione veneta. 


LA CONFERMA
«Al momento - conferma Mario Modolo, consigliere dell’associazione interregionale “Civiltà Altolivenza” e candidato alle ultime elezioni comunali -, stiamo valutando le procedure necessarie per concretizzare l’iniziativa». Un intento che se dovesse concretizzarsi sI annuncia clamoroso. «È possibile, aggiunge , che se a breve da Trieste non arriveranno “buone nuove” a tutela dei servizi socio-sanitari sacilesi - sottolinea Modolo - possa essere avviata la raccolta delle firme necessarie per l’iniziativa referendaria». Lo stesso Modolo ricorda che Sacile, del resto, ha legami secolari con la Repubblica di Venezia (basti citare l’appellativo di Giardino della Serenissima) di cui la regione Veneto è la naturale erede. 


ALTOLIVENZA
C’è poi da considerare l’appartenenza, sancita dallo statuto comunale, al territorio segnato dall’alto corso del fiume Livenza. Alto Livenza che, come è noto, è composto da otto comuni siti in provincia di Pordenone ed altrettanti localizzati in provincia di Treviso. E non bisogna scordare la comune identità delle genti insediate lungo l’alto corso del fiume Livenza, che affiora da un passato di grande valenza e ai giorni nostri trova esplicazione anche in una dominante economica, rappresentata dall’industria del legno/mobile che innerva l’economia dell’Alto Livenza. Un territorio impegnato dal 1988, attraverso in particolare le iniziative dell’associazione interregionale Civiltà Altolivenza, «al recupero del ruolo che la “storia” degli ultimi decenni ha contribuito non poco a svilire». In questo contesto è chiaro che la sanità riveste un ruolo primario. È un dato di fatto infatti che da anni sia in corso un progressivo smantellamento dell’Ospedale di Sacile.


TRIESTE MATRIGNA
E dunque se Trieste si comporta da “matrigna” perché non andare con Luca Zaia che all’indomani del recente trionfo elettorale ha posto la sanità al primo posto nel suo programma di governo? Basta insomma “calare le braghe” e se non ci ascoltano - trapela dai promotori dell’iniziativa -, ce ne andiamo».

 

Ultimo aggiornamento: 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA