«Lasciate pulito, non siamo a Napoli»: il cartello sui cassonetti fa infuriare i campani /Foto

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«Lasciate pulito, non siamo a Napoli»: il cartello sui cassonetti Le scuse del sindaco: «Iniziativa di un cretino» /Foto
PORDENONE - "Lasciare pulito, non siamo a Napoli". Sono bastate poche parole, lette su alcuni cartelli affissi da ignoti ai cassonetti dell'immondizia, per scatenare il putiferio. Il caso è stato segnalato a Rorai Grande, quartiere residenziale di Pordenone. Alcuni residenti hanno affisso i cartelli sui cassonetti dell'immondizia, pieni di rifiuti nei giorni delle festività natalizie. Un cittadino pordenonese di origini napoletane ha ripreso il tutto e la notizia ha suscitato la reazione stizzita di tanti cittadini campani. Sono partite accuse di razzismo nei confronti dei pordenonesi. Il Comune ha provveduto immediatamente alla rimozione dei cartelli. 



Il movimento di protesta è cresciuto di ora in ora fino a che sono intervenute le istituzioni. «Risale ad un periodo lontano l'immagine di Napoli sfigurata dalla cattiva gestione del ciclo dei rifiuti», ha scritto Flavia Sorrentino, delegata all'autonomia, in una lettera inviata al sindaco di Pordenone. «Civiltà significa rispettare una comunità che rappresenta la terza città d'Italia e che, per vocazione storica e geografica, è capitale del Mezzogiorno».

Le scuse del primo cittadino di Pordenone Alessandro Ciriani sono arrivate a stretto giro: «È stata l'iniziativa di un cretino - sono le parole usate del primo cittadino - quel cartello ha indignato tutti, ma non dobbiamo ingigantire questa vicenda. Il Comune non solo ha preso le distanze, ma ha già provveduto, appena informato dell'accaduto, a rimuovere i tre fogli». «Il gesto scellerato di un singolo individuo - ha concluso il sindaco - non può minare la storia di una città che è fatta di generosità e altruismo, apertura mentale e condivisione».
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Martedì 8 Gennaio 2019, 15:27






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5 di 45 commenti presenti
2019-01-09 11:25:41
Il sindaco per certo non ha fatto rimuovere i cartelli. Ci sta che l' ha rimosso un onesto cittadino. Di sicuro c è che il sindaco la monnezza l ha lasciata per strada!
2019-01-09 10:31:23
è vero ha sbagliato: doveva scrivere non siamo a Roma!!! il che non vuol dire che romani e napoletani siano sporchi e colpevoli, ma che il sistema fatto di sindaci, amministratori, ditte preposte e cittadini non funziona come dovrebbe. Di chi è la colpa?
2019-01-09 09:36:35
In quei fogli non c'è razzismo, probabilmente chi li ha scritti non c'è neanche mai stato a Napoli. C'è un po' di ignoranza? Può darsi, perché farsela mancare? C'è invece una cosa che accomuna molte persone, che si sentono forti quando rimangono nell'anonimato, che dicono e fanno le cose più svariate semplicemente perché sanno di non subire le conseguenze delle proprie azioni, proprio come tanti leoni da tastiera: si chiama vigliaccheria, codardia. Se il personaggio, che il sindaco di Pordenone ha "chiamato col suo vero nome" fosse stato certo e convinto della correttezza della sua azione e della veridicità del messaggio che voleva trasmettere, doveva mettere in fondo a destra nome e cognome, firmando di suo pugno i suoi fogli. Ma non mi pare lo abbia fatto.
2019-01-09 08:52:33
Di luoghi comuni ne è piena la lingua italiana. E comunque un "luogo comune" nasce da qualcosa di vero. Per cui, come già scritto da altri utenti, se i napoletani non vogliono sentire offese di vario genere (che arrivino da Pordenone, da Milano, da Roma, o da altre parti d'Italia), meglio comincino a darsi da fare per sfatarli.
2019-01-09 08:47:22
A proposito di sporcizia, a metà dicembre ho segnalato con una mail (1^) al Comune di Pordenone che sotto i portici di piazza venti settembre, di fronte alla Friuladria, ai piedi di una colonna, si poteva "apprezzare" una bella chiazza di guano provocata dai colombi; la sporcizia era lì da alcuni mesi! Il Comune rispondeva con una mail (2^) che aveva ricevuto la mia segnalazione. Dopo circa una settimana il Comune mi segnalava con una mail (3^) che aveva inoltrato alla Gea la mia segnalazione (4^ mail). Ieri, 8 gennaio, lo sporco era ancora lì!