Pride a Pordenone, la polemica sul patrocino negato ma mai chiesto al Comune

Sabato 18 Febbraio 2023 di Loris Del Frate
Pride, il Comitato ora punta il dito contro il Comune: «Patrocinio negato prima di chiederlo»

PORDENONE - Non sono piaciute le uscite di alcuni amministratori del Comune di Pordenone al Comitato che organizzerà il FvgPride a Pordenone. E le risposte sono arrivare subito. «Il Pride del Friuli Venezia Giulia si terrà a Pordenone il 10 giugno: dopo l'annuncio - spiegano - sono arrivate subito le repliche da parte del sindaco e del coordinatore di Fratelli d'Italia Pordenone, Loperfido. In particolare quest'ultimo ha dichiarato che si tratta di "un evento a cui diamo il nostro benvenuto". Ma ha immediatamente messo le mani avanti: il Comune di Pordenone non darà il suo patrocinio alla marcia. Patrocinio che non è stato nemmeno ancora chiesto».


I PRECEDENTI
Eppure la stessa amministrazione Ciriani una apertura anni fa l'aveva fatta. «Evidentemente - vanno avanti dal Comitato - sono ben lontani i tempi del 2019, quando l'allora assessore alla Cultura, Pietro Tropeano, ha concesso il patrocinio del Comune di Pordenone all'unico evento organizzato dal Fvg Pride proprio a Pordenone. Oggi Tropeano è Presidente del Consiglio Comunale: lui cosa pensa dell'opportunità di dare il patrocinio al Pride? Il Sindaco Ciriani a sua volta ha subito negato il patrocinio, nega ogni responsabilità per il clima d'odio instaurato dalla sua giunta e ripete la solita vecchia storia di "Pordenone città prima in Italia per qualità della vita».


LE CRITICHE
«Se una singola statistica dice questo, allora non si può fare nessuna critica? Non si può migliorare niente? Senza contare che altre classifiche autorevoli, tra cui quella pubblicata da Lab24 (Il Sole 24 Ore), classifica Pordenone ben al di fuori della top ten: ventinovesima.

Diremo di più: la statistica tanto citata non tiene in considerazione nessun indicatore per il benessere della comunità LGBTQIA+».


IL COMMENTO
Eppure in tempi meno sospetti era stato lo stesso sindaco a commentare la classifica così sulla sua pagina Facebook: "Queste classifiche si basano su molti criteri: in alcuni svettiamo, in altri arranchiamo. Classifiche che non servono per autocelebrarsi. Servono per fare una diagnosi della situazione, per provare a migliorare i punti fragili e rafforzare quelli positivi».


LE DIFFERENZE
«Evidentemente - spiegano dal Comitato - se le critiche e le proposte arrivano dalla comunità queer (significa sessualmente, etnicamente o socialmente eccentrico rispetto alle definizioni di normalità codificate dalla cultura egemone ndr.), la solfa è ben diversa. In quel caso, "siamo primi" significa "non avete niente di cui lamentarvi, tacete". Addirittura, secondo il sindaco "Pordenone è una città perfetta dal punto di vista dei diritti e nessuno viene discriminato"! Forse ci siamo sognati il fatto che il Comune ha deciso di uscire dalla Rete Anti Discriminazione per le Pubbliche Amministrazioni. Forse ci siamo sognati l'episodio in cui una donna trans è stata aggredita a Pordenone mentre portava a spasso il suo cane. Forse ci siamo sognati il giorno in cui il sindaco ha visto un foglio colorato a mano in una scuola con su scritto "pro LGBTQ" e l'ha trovato talmente offensivo da spingerlo a scrivere su facebook per scagliarsi contro l'inesistente ideologia gender nelle scuole. Pordenone è orgogliosa, la sua comunità queer è orgogliosa e non si fa intimidire. Pordenone merita ed è di meglio, per questo abbiamo preso spunto dal grande lavoro che stanno svolgendo gli attivisti pordenonesi che stanno portando avanti da mesi un bellissimo lavoro di aggregazione, gli aperitivi del venerdì #proudenone. Il nostro motto sarà Resistenza in Corso - #proudenone. L'associazione FVG Pride invierà comunque richiesta formale di patrocinio al Comune, e invita la giunta a incontrarci in tale occasione per parlare di cosa comporta il patrocinio e cosa potrebbe fare il Comune per rendere la città più accogliente e inclusiva».

Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 09:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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