Sindaci in rivolta contro le Poste: file estenuanti, lettere e bollette in ritardo di un mese

Mercoledì 22 Gennaio 2020 di D.L.
Da una foto d'archivio un portalettere di Poste Italiane
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PORDENONE - Postini che passano ormai una volta alla settimana, se non ogni due. Lettere - quando non bollette o referti di esami ospedalieri - che arrivano con oltre un mese di ritardo. Ma non solo: problemi negli uffici postali dei Comuni più piccoli con file lunghissime nei giorni in cui i pensionati ritirano il loro assegno. E i postamat che sono stati promessi dalla società ai sindaci e che però non arrivano e non vengono installati. La battaglia dei primi cittadini contro Poste Italiane per chiedere più attenzione ai territori si organizza quasi in movimento. Dopo l’appello lanciato dal sindaco di Valvasone Arzene Markus Maurmair si sta costituendo una sorta di “cordata” di sindaci pronti a lanciare la sfida a Poste Italiane.
RECAPITO GIORNALIERO
La richiesta numero uno è il ripristino della consegna giornaliera - e non a giorni alterni, che di fatto si è ormai trasformata in settimanale, a sentire i primi cittadini dei comuni più piccoli - della corrispondenza. Su questa questione l’esposto annunciato all’indirizzo dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato sarebbe già partito. Ma la battaglia dei sindaci non intende fermarsi a questo. I rappresentanti dei municipi stanno pensando a una possibile class action, cioé un’azione legale civile collettiva da parte di diverse comunità locali. Ma le azioni che potrebbero mettere in campo sono anche altre. L’obiettivo è quello di ritrovarsi - un primo incontro è già in agenda per sabato prossimo - per mettere a punto un piano al fine di rendere più efficaci gli interventi. Oltre ai Comuni di San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, Vito d’Asio, Vivaro sono stati interessati anche i municipi di Cavasso Nuovo, Vajont, Fontanafredda, Brugnera e Zoppola. «Ci stiamo coordinando - sottolinea Markus Maurmair - e i problemi sono comuni. È impressionante come dopo l’appello lanciato decine e decine di cittadini-utenti abbiano chiamato per raccontare episodi di disagi e per spronarci a proseguire su questa strada».
ALTRI MUNICIPI
«I problemi - sottolinea Silvano Romanin, sindaco di Cavasso Nuovo - non riguardano solo i ritardi nel recapito. Nel nostro caso riguardano anche lo stesso ufficio postale e il personale. Nel giorno in cui i pensionati ritirano la pensione si formano lunghe code poiché c’è un solo impiegato. Mentre in altre giornate, quando non servirebbe, arrivano i rinforzi e si ritrovano in due. L’ho più volte fatto presente alla direzione di Poste, credo sia solo un fatto organizzativo cui si potrebbe porre rimedio. Inoltre - aggiunge il sindaco - avevamo fatto richiesta - come ci era stato detto dalle stesse Poste del Postamat Atm. Per la nostra comunità sarebbe molto utile, ma dopo la richiesta è passato parecchio tempo e nulla si è mosso». E anche a Vajont non mancano disagi. «Spesso raccolgo - afferma la sindaca Lavinia Corona - manifestazioni di disagio da miei concittadini. I ritardi nel recapito ci sono. Così ci sono disagi nei tempi delle raccomandate che costano pure molto. La cosa che fa arrabbiare è che con utili miliardari non vengono fatti investimenti sul territorio in personale. È inutile allora che la società ci chiamino alle “parate romane” se poi le cose non cambiano nei territori. Se poi Poste vuole fare business, anziché servizio pubblico universale, è legittimo. Ma allora lo dica e non con soldi pubblici».

Ultimo aggiornamento: 08:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA