Alle Poste con il Qr, ma l'impiegato la caccia in malo modo: arrivano i carabinieri

Venerdì 11 Febbraio 2022 di Enrico Padovan
Alle Poste con il Qr, ma l'impiegato la caccia in malo modo: arrivano i carabinieri
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PRATA DI PORDENONE - «Il QR code può mostrarlo a suo figlio». È la frase che una donna di origini rumene si è sentita rivolgere da un impiegato delle Poste di Prata, quando ha tentato di esibire il codice affinché venisse scansionato. La donna, che vive a Prata con il marito, dopo mezz'ora di paziente attesa in coda era giunta allo sportello dell'ufficio postale di via Roma, e l'impiegato le aveva chiesto di esibire il Pass. E in quel momento che le cose sono precipitate nell'assurdo: la donna ha esibito il QR code, ma l'impiegato pretendeva a tutti i costi di vedere il documento integrale del Green Pass, in quanto a suo dire non aveva in dotazione un dispositivo adeguato a scansionare il codice. Lei, tuttavia, non aveva con sé il documento, e ha provato a spiegare che appena il giorno prima era entrata tranquillamente negli uffici del municipio con il medesimo sigillo elettronico. Ma l'impiegato non ha voluto sentire ragioni, e ha respinto la donna dicendole che senza esibire il Pass non poteva restare lì. La donna, turbata dall'accaduto, ha chiesto manforte al marito, cittadino italiano anch'egli di origine rumena. L'uomo è sopraggiunto per dimostrare all'impiegato come per verificare il QR code bastasse utilizzare l'applicazione VerificaC19, facilmente scaricabile in maniera gratuita da tutti gli store per smartphone. «Ma anche davanti all'evidenza, non ha voluto saperne: mi sono ritrovato costretto a chiamare di carabinieri», racconta il marito.


Lite sul Green pass, alle Poste arrivano i carabinieri

A quel punto anche la direttrice dell'ufficio postale si è interessata alla questione: «Si è dimostrata molto più comprensiva e ha cercato di mediare con l'impiegato, ma lui rimaneva sulle sue posizioni e io ormai avevo contattato i carabinieri», spiega il marito. Quando le forze dell'ordine sono arrivate sul posto, si sono ovviamente schierate in difesa della coppia di origine rumena, che aveva tutto il diritto ad esibire il QR code come testimonianza delle avvenute vaccinazioni. Solo davanti alle uniformi l'impiegato ha finalmente alzato bandiera bianca, e la donna ha potuto eseguire l'operazione per la quale si era recata in posta. «La cosa fortunatamente si è risolta, ma non si doveva arrivare a questo. Mia moglie inizialmente è stata cacciata in modo brutale, peraltro in un orario in cui l'ufficio era molto affollato: tutti gli occhi erano puntati su di lei, sono stati momenti di grande disagio - ha spiegato il marito -. Se l'impiegato aveva dubbi sull'identità del possessore del QR code, dopo la scansione sarebbe stato sufficiente chiedere un documento di identità. Esistono già tanti problemi legati al Green Pass: è assurdo crearne altri anche dove non ce ne sono». Il funzionamento di VerificaC19, l'app che legge i QR code dei Green Pass, è molto semplice: una volta scansionato il codice restituisce una schermata verde, arancione o rossa a seconda della validità della certificazione. L'app funziona anche senza connessione a internet - ma è necessario collegarsi una volta al giorno per verificare la presenza di eventuali aggiornamenti - e non consente di memorizzare informazioni sensibili sul dispositivo.

Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 13:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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