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Pos obbligatorio: scattano le multe. Bar e commercianti in rivolta a Pordenone

Si parte con le sanzioni per tutti gli esercenti che non accolgono transazioni tramite bancomat o carta di credito

Venerdì 1 Luglio 2022 di Mauro Rossato
Pos obbligatorio a Pordenone: scattano le multe
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PORDENONE - L'obbligo di accettare pagamenti elettronici è in vigore dal 2014, ma da ieri sono entrate in scena le sanzioni per tutti quegli esercenti che non accolgono transazioni tramite bancomat o carta di credito. Ma com'è la situazione nei pubblici esercizi del centro di Pordenone? Il Pos è regolarmente presente in tutte le attività che abbiamo visitato, ma le reazioni al suo utilizzo sono variegate e, soprattutto per determinate categorie, che si trovano a fronteggiare spesso pagamenti di pochi spiccioli come tabaccai, edicolanti o bar l'insoddisfazione è palpabile. «Trovo l'imposizione del pagamento elettronico anticostituzionale tuona Omar Biscontin, dell' omonima edicola di Corso Vittorio Emanuele la nostra categoria ha degli aggi fissi e spesso le commissioni bancarie sulle transazioni superano quello che è il nostro guadagno. Sempre sperando che la connessione funzioni e che non ci faccia perdere tempo. La situazione è nota e la nostra associazione di categoria sta cercando da mesi di far sentire le nostre ragioni. Ma è in Parlamento che ci deve essere un cambio di passo e una legge giusta che tenga conto delle esigenze di tutti e non ingeneri delle guerre tra poveri tra esercenti e clienti. Io accetto da anni i pagamenti elettronici, ma sotto certi importi sarebbe giusto rifiutare di prestare il servizio perché si lavora in perdita».

Pagamenti elettronici obbligatori


Stessa opinione anche se con toni più pacati per il collega Manuel Mazzucco che gestisce la tabaccheria di Corso Garibaldi. «Per noi che siamo soggetti ad aggi sottolinea la questione Pos è ingombrante . Per quella che è la mia esperienza le soluzioni potrebbero essere due: promulgare una legge che azzeri le commissioni per le transazioni sotto un certo importo oppure per i beni di una determinata categoria come i monopoli o i giornali». Non sembra andare meglio nei bar. Edi Carlot, titolare di Garibaldi 22 la prende con filosofia. «Magari storciamo il naso, ma accettiamo tutti i pagamenti elettronici, anche per importi minimi racconta è un servizio richiesto e per questo dobbiamo adeguarci. Ma sarebbe giusto che anche le banche si adeguassero alle esigenze comuni, azzerando le commissioni oppure trovando dei compromessi con percentuali adeguate, come succede un po' in tutta Europa. Spesso si polemizza perché i salari per i dipendenti di bar e ristoranti sono bassi, ma non si valuta tutta la montagna di spese ai quali i pubblici esercizi sono soggetti. E quella del pagamento elettronico è una delle tante».


Chi paga con il bancomat?


Ma chi usa maggiormente i pagamenti elettronici? «Sono soprattutto gli stranieri dicono sorridendo Concetta ed Erika della Gelateria Cavour ma anche i giovanissimi. Capita spesso che ragazzi e bambini arrivino a comprare una pallina di gelato con la carta prepagata che i genitori ricaricano per loro. È una forma di comodità alla quale ci dovremo abituare ed è normale erogare il servizio». «E' vero, è un'abitudine sottolinea Paolo, dell'omonimo bar di corso Vittorio Emanuele se le banche abbassassero i tassi lo utilizzeremo più sereni e andremo d'amore e d'accordo». Caffè elettronico anche al Grosmi. «Con il placet del titolare da ormai tanto tempo», ci dice Paola. Chiusura in un'attività storica: la Gastronomia del Corso. «Il Pos è uno strumento indispensabile da tanti anni dice il titolare Alberto Bolzonello non ho difficoltà ad accettarlo e d'altro canto trovo raramente clienti che per importi minimi vogliano pagare con il Pos». «Credo che la totalità dei negozi sia dotata di Pos è il parere del presidente provinciale di Ascom Confcommercio , Fabio Pillon il problema vero è il costo della transazione che lo stato non ha completamente preso in considerazione. Confcommercio si è attivata da mesi e si attende la risposta del governo. Il problema è più complesso perché ogni circuito bancario ha le sue regole. Bisognerebbe regolamentare queste regole per legge, ponendo in atto una riforma strutturale. Attendiamo quindi un'azione precisa ed incisiva del governo sul merito».

Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 09:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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