Martedì 16 Ottobre 2018, 20:40

Reddito di cittadinanza, in 10mila aspettano, centri impiego in crisi

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Centri per l'impiego in affanno, manca personale

di Marco Agrusti

PORDENONE  - Diecimila, forse dodicimila persone in attesa del reddito di cittadinanza in provincia. Ma i centri per l'impiego allo stato non sono in grado di reggere l'assalto. Passato il periodo degli slogan, la Finanziaria viaggia verso l’Unione Europea e il Parlamento. Contiene anche la riforma diventata il simbolo del welfare a 5 stelle, e il provvedimento è pronto a sfondare anche in provincia di Pordenone. Il verbo non è casuale, perché l’impatto della riforma rischia di essere quello di un tornado, con nel mirino i centri per l’impiego, chiamati a gestire le domande degli aventi diritto.
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5 di 6 commenti presenti
2018-10-17 14:39:38
12000 persone (solo a Pordenone) che dovrebbero vergognarsi. CHE SCHIFO MI FA L'ITALIA ORA! SAPETE CHE VI DICO? MOLLO IL LAVORO ANCH'IO. TANTO...
2018-10-17 11:50:01
I Centri per l'Impiego hanno più che altro una funzione di raccolta e analisi delle informazioni del mercato del lavoro locale oltre che di variabili di "stock" relative ai cittadini che vi accedono. Quello che preoccupa non è tanto l'impatto sui CPI in termini di carichi di lavoro per attuare la riforma prevista nel DEF quanto il mancato assorbimento di 10.000 lavoratori nella sola provincia di Pordenone da parte delle imprese. E' una situzione, questa, che si sta purtroppo consolidando negli anni e che evidenzia un lento declino economico della provincia. Quelle 10.000 persone disoccupate, mi chiedo, hanno avuto qualche chances in più di avviarsi o rientrare nel circuito lavorativo rivolgendosi alle agenzie interinali private? Evidentemente no. Questo è il vero dato allarmante e il governo meglio avrebbe fatto a rafforzare misure di crescita rivolte alle imprese capaci di formare e avviare/riassorbire gli inoccupati completando quei provvedimenti di sostegno al reddito già attuate dal governo precedente. Le ricette stataliste che questo governo, di cui la Lega è compartecipe, vuole attuare sono purtroppo il segno di una mancanza di visione strategica per il Paese, dove è bene ricordarlo, più dell'80% dei giovani trova lavoro grazie ad amici e parenti. A parte l'enfasi populista (e, a mio avviso, antipopolare) creata attorno al reddito di cittadinanza penso che chi beneficierà della misura presto si accorgerà con profonda delusione che i CPI non hanno la bacchetta magica. Spero di sbagliarmi, confidando che il trend economico del Paese tenda verso valori più che positivi nei prossimi anni, ma se ciò non avvenisse è bene iniziare a chiedersi seriamente il perché. Soprattutto in regioni e provincie da sempre fiore all'occhiello dell'economia italiana.
2018-10-17 11:44:20
Mi pare di aver capito dagli Organi di Informazione, che considero utilissimi e preziosi, che il Reddito di Cittadinanza non sarà immediato, ma posticipato e subordianto all'organizzazione e al funzionamento dei Centri per l'Impiego.
2018-10-17 13:36:10
Beh certo dalle promesse ai fatti c'è di mezzo una barca di soldi che ancora non si sa dove recuperare (anche se a Napoli confidano in San Gennaro). Stesso dicasi per la "pace fiscale" misura rivolta a contribuenti incapaci di sanare la propria posizione con l'AE per sopravvenute difficoltà economiche/finanzierie e che si è trasformato, tra le righe del DEF, in un bel condono che riguarderà anche tutti quegli "onesti" imprenditori che hanno fatto del gran "nero". I leghisti veneti (e non solo loro) hanno incassato la loro cambiale, insomma. Con buona pace dei poveri fessi che le imposte invece le hanno pagate sempre fino all'ultinmo centesimo.
2018-10-17 11:40:56
E cosa credevano,sono stando alle statistiche 5,5 milioni di poveri senza contare i pensionati, vorra` dire che i centri dovranno lavorare un po di piu`,sempre che ci sia la voglia di lavorare.....