Gli albergatori in fuga bocciano Pordenone: addio nuovi hotel

Venerdì 10 Maggio 2019
Gli albergatori in fuga bocciano Pordenone: addio nuovi hotel
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PORDENONE - Dietrofront, e schiaffo alla città. Gli operatori che non più tardi di alcuni mesi fa avevano messo il naso a Pordenone per sondare la possibilità di realizzare almeno tre nuovi alberghi entro i confini cittadini, si sono fatti da parte. L'offerta ricettiva rimarrà quella attuale, almeno per quanto riguarda gli alberghi. Un capitolo a parte lo meritano gli appartamenti adibiti a bed & breakfast, che crescono a vista d'occhio. Mesi fa l'assessore Cristina Amirante annunciava l'intenzione di spalancare le porte della città ad almeno tre nuove strutture alberghiere. Aveva in mano i dati relativi ai picchi turistici, corrispondenti ai periodi di Pordenonelegge, Dedica, Cinema muto e degli  eventi fieristici. Amirante comunicava anche l'intenzione di procedere a una o più varianti urbanistiche in grado di preparare il terreno all'arrivo dei nuovi operatori: la necessità derivava dai limiti palesati dalla rete delle strutture durante i periodi di punta, macchiati dall'impossibilità di accogliere in città tutti i visitatori, alcuni dei quali costretti a scegliere alberghi dell'hinterland per trovare posto. «Oggi invece assistiamo al silenzio sulla questione - ha detto Amirante aggiornando lo stato dell'arte - , e gli operatori che si erano avvicinati dimostrandosi particolarmente interessati non ci sono più. È rimasto solamente un flebile contatto». 
Perché i colossi del mondo alberghiero hanno ripudiato Pordenone? «A quanto pare - ha illustrato sempre Amirante - lo hanno fatto con i numeri alla mano, i quali testimonierebbero come esistano alcuni giorni da tutto esaurito, ma allo stesso tempo come la media degli arrivi turistici in città non giustificherebbe più l'investimento milionario». 
I DUBBIA questo punto, però, germogliano alcuni dubbi. «Oggi non ci sono più i presupposti per l'arrivo di nuovi alberghi in città - è perplessa Amirante -, mentre sino a pochi mesi fa si parlava di una rete carente e bisognosa di nuovi investimenti. I dati ci dicevano che la città non è sempre in grado di offrire posti letto ai suoi ospiti, mentre adesso sembriamo fermi al palo. C'è qualcosa che non torna». 
I tre nuovi alberghi dovevano servire altrettante zone strategiche del territorio comunale: l'Interporto, che si trova all'alba di uno sviluppo infrastrutturale che ci si augura sia esponenziale, il polo fieristico di viale Treviso, che con i suoi eventi spalmati su più giorni è in grado di attirare migliaia di persone, e infine il centro cittadino, cuore pulsante del microturismo di qualità. Invece a meno di cambiamenti di rotta dell'ultima ora, non accadrà niente di tutto ciò, e i posti letto disponibili continueranno ad essere quelli attuali, con i soliti problemi che saranno pronti a riaffiorare in corrispondenza di qualsiasi evento in grado di trasformare Pordenone in una meta turistica. A tutto ciò si deve aggiungere anche lo stallo del recupero dell'ex cotonificio Amman: uno dei progetti, infatti, prevedeva proprio la nascita di un albergo. 
LA SITUAZIONELa provincia di Pordenone può contare su 106 esercizi alberghieri per un totale di 5,226 posti letto, che rappresentano rispettivamente il 14,03 e il 12,38 per cento del totale regionale. Fra questi, nessun albergo a cinque stelle, 16 a quattro, 62 a tre e 14 a due e a una stella. Il Pordenonese non può contare su alberghi con più di cento camere. La permanenza media dei turisti non raggiunge i tre giorni. Tutti numeri che hanno convinto gli investitori a ripensarci. Almeno per ora. 
Marco Agrusti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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