Polo Tecnologico, 20 aziende tra i soci, la maggioranza passa ai privati

Mercoledì 28 Luglio 2021 di Lara Zani
Polo Tecnologico, 20 aziende tra i soci, la maggioranza passa ai privati

PORDENONE Il Polo tecnologico Alto Adriatico chiude il bilancio in utile e accoglie una ventina di nuovi soci, rovesciando il rapporto fra pubblico e privato nel capitale sociale. Scadeva infatti lo scorso 30 giugno il termine per la sottoscrizione di nuove azioni in seguito all'aumento di capitale di circa 700mila euro che l'Assemblea dei soci aveva deliberato a novembre. Il bilancio chiude con un utile di circa 7.300 euro, anche se quello su cui noi puntiamo di più spiega il presidente riconfermato Valerio Pontarolo è il bilancio sociale. Però dobbiamo naturalmente anche far quadrare i conti, il che non è sempre facile considerato che lavoriamo con rendicontazione».


I CONTI

A far tornare i conti e a portare il segno positivo è soprattutto l'attività di certificazione svolta dal Polo nei confronti di numerose aziende, del territorio e non solo, consentendo loro di accedere al credito d'imposta del 50% sull'acquisto di dispositivi tecnologici e su consulenze. Un'attività, spiega il direttore Franco Scolari, che nei primi sei mesi 2021, ha avuto ricadute a favore delle imprese per 60 milioni: un dato che consente di ipotizzare, a fine anno, un raddoppio rispetto al 2020. Tre i consiglieri nominati dai soci: lo stesso Valerio Pontarolo, presidente; Michelangelo Agrusti, vicepresidente, e Gianfranco Bisaro. La Regione Fvg ha invece indicato Michela Cecotti e Ketty Segatti. I consiglieri non percepiscono compensi. Accolta anche la richiesta, da parte degli insediati, di poter indicare un rappresentante che avrà la possibilità di partecipare, in qualità di uditore, alle riunioni del Cda. Sono una ventina i nuovi soci privati entrati. Nello scorso mese di novembre, infatti, l'Assemblea dei soci aveva approvato all'unanimità il progetto di aumento di capitale sociale, riservato a un panel di imprese che il Cda è stato delegato a individuare fra quelle maggiormente caratterizzate da vocazione all'innovazione. Il percorso è espressione di una volontà congiunta con l'ormai ex socio di maggioranza Regione. 


L'OPERAZIONE

Con il perfezionamento dell'operazione la Regione Friuli Venezia Giulia, che deteneva il 66,18 per cento del capitale sociale, passa al 49 per cento. «Questo permette spiega ancora il presidente di non essere più soggetti alla legge Madia e di operare in modo più snello. Ma rende anche giustizia alla vocazione imprenditoriale del territorio e alla vicinanza del Polo alle imprese». Le imprese che sono entrate nella compagine sociale sono state selezionate sulla base di una serie di requisiti che ne testimoniano il carattere innovativo, come la titolarità di brevetti o almeno il 3% del fatturato destinato a ricerca e sviluppo. «Da rilevare anche sottolinea Pontarolo che il Polo non può distribuire utili, e dunque la scelta dei privati non è motivata da ragioni di profitto, ma da una volontà di maggiore connessione con il Polo e vicinanza alla struttura». Con una delibera dello scorso 2 luglio la Regione ha affidato al Polo tecnologico il Cluster di scienze della vita, ossia lo strumento della Regione stessa per l'innovazione nella domanda e offerta in sanità. Al Polo tecnologico, in sostanza, il compito di intercettare e valutare le innovazioni che possono migliorare l'offerta sanitaria, per esempio sviluppando il settore della telemedicina.

 

Ultimo aggiornamento: 29 Luglio, 09:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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