Piancavallo dice addio a Walter: il commerciante veneziano che donò la sua vita per far rinascere la montagna

Venerdì 28 Gennaio 2022 di Enrico Padovan
Vito Walter Zanforlin

PIANCAVALLO - Vito Walter Zanforlin, proprietario di quello che fu prima il supermercato e poi il negozio di oggettistica di Piancavallo, è morto. Un uomo che per molte generazioni di amanti della località ha rappresentato un punto fisso, un simbolo. L'origine del soprannome Walter è curiosa: essendo nato nel '45, a guerra ancora in corso, l'ufficio anagrafe di Torre Di Mosto - suo paese natio - si rifiutò di registrare il nome Walter che il padre avrebbe voluto attribuirgli, affermando che il nome avesse origine tedesca. Il padre, allora, decise di chiamarlo Vito, ma quel nome rimase appannaggio di documenti e carte ufficiali, perché chiunque lo abbia frequentato lo ha sempre conosciuto come Walter. Era sposato con Maria Grazia Rosan, nota come Maria Piancavallo. Un legame lungo 51 anni, il loro, di cui 47 di matrimonio, ma si conoscevano fin da piccoli: erano vicini di casa a Torre di Mosto, loro luogo d'origine.

L'ARRIVO A PIANCAVALLO
Ma cosa li ha portati da quella cittadina vicino al mare all'altopiano del Monte Cavallo? «Io provengo da una famiglia di commercianti, lui invece si occupava di edilizia - ricorda Maria -. Mio fratello, all'inizio degli anni Ottanta, aveva preso in affitto un'attività in Piancavallo per una stagione invernale ed una estiva, e noi ci siamo innamorati della località: nell'83 gli siamo subentrati e abbiamo acquistato il posto. La comunità di Piancavallo ci ha accolti come una grande famiglia». Walter e Maria hanno vissuto per decenni in Piancavallo. Nel frattempo, quello che era un negozio di alimentari si è trasformato in un bazar di souvenir, giocattoli e arredo per la casa. «Volevamo un carico di lavoro più leggero. Il supermercato era aperto 365 giorni l'anno, dall'alba al tramonto, e scendevamo giù a casa di notte se a qualcuno serviva urgentemente qualcosa».

LA FAMIGLIA
Una devozione a cui partecipava tutta la famiglia, inclusi i figli Consuelo, Elena e Walter, e che ha trasformato Vito e Maria in punti di riferimento per la comunità. Walter era un grande appassionato di montagna: la viveva attraverso lunghe camminate, la raccolta dei funghi ,la pesca. Finché i bambini erano piccoli, ogni occasione era buona per un pic nic. Per comprendere l'amore di Walter e della sua famiglia per la natura basta una frase della moglie: «Se vedevamo una chiocciola sull'asfalto, fermavamo la macchina per spostarla». Walter viene ricordato come un uomo rispettoso, buono, disponibile, sempre molto equilibrato. Nel suo cuore, oltre alla passione per la montagna, c'era spazio anche per la fede calcistica: juventino sfegatato, appena vedeva rotolare un pallone non sapeva resistere alla tentazione di prenderlo a calci. Sempre molto presente nelle partite e nei tornei calcistici amatoriali in Piancavallo, con il passare degli anni la pratica sportiva è virata verso ile bocce.

PASSIONE E VOLONTARIATO
«Ha continuato a giocare a bocce fino all'agosto dello scorso anno, e tornava quasi sempre a casa con una coppa», racconta Maria. Tra le altre cose, in passato Walter è stato anche volontario del presidio dei Vigili del fuoco di Piancavallo. Maria ha anche voluto spendere parole di gratitudine per i frequentatori del Piancavallo: «Voglio ringraziare tutta la comunità per l'affetto che ci hanno dimostrato in queste settimane: fuori dal negozio avevamo una coda di persone, dai bambini agli anziani, che chiedevano notizie di Walter e speravano io potessi dire loro che stava meglio. Abbiamo ricevuto tantissimo amore».
 

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