Minacce agli infermieri per la pubblicità a favore dei vaccini: parte la querela

Mercoledì 7 Luglio 2021 di Alberto Comisso
Uno dei camion vela con il cartellone realizzato dall'Ordine delle professioni infermieristiche di Pordenone
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PORDENONE - Vaccini e minacce: il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche del Friuli Occidentale, Luciano Clarizia, ha annunciato che presenterà querela. Anzi, ha incaricato l’avvocato Aldo Sam di procedere legalmente nei confronti di chi, nei giorni scorsi, ha mandato un’email all’indirizzo di posta elettronica dell’Ordine. Una missiva dai contenuti accesi, in risposta alla pubblicità che l’Ordine aveva promosso per incentivare la campagna vaccinale contro il Covid-19, che non ha lasciato impassibile il presidente Clarizia.


IL MESSAGGIO
Il messaggio di posta elettronica, non firmato dal mittente, è stato inviato all’Ordine delle professioni infermieristiche il 26 giugno alle 11.30. Clarizia, che è rientrato soltanto lunedì dalle ferie, ha preso visione della lettera con qualche giorno di ritardo. Ma la sostanza non cambia, anche perché le sue intenzioni di sporgere querela nel confronti di chi l’ha inviata sono apparse chiare sin dal primo istante. Chi l’ha spedita, visti i toni, evidentemente è un no vax. «Solo per informarvi – si legge – che è mia intenzione procedere legalmente nei vostri confronti per dichiarazioni false (nei bugiardini e nei siti ufficiali c’è scritto che sono vaccini sperimentali e non testati) e per aver coinvolto tutta la categoria infermieristica, nonostante ci siano molti che non la pensano come voi. Da qui la promessa: «Ci vediamo in tribunale, preparate molti soldini e bravi avvocati. Qualcuno di voi perderà lavoro e casa: ve lo meritate».


I CAMION VELA
Minacce, non proprio velate, arrivate dopo la campagna vaccinale che l’Ordine di Pordenone aveva promosso, attraverso dei camion vela, in tutto il Friuli Occidentale. «Facciamo squadra – si leggeva a chiare lettere – per la nostra salute. Sì alla vaccinazione». Clarizia, leggendo quell’email, non ha perso tempo e ha immediatamente chiesto all’avvocato Sam di procedere legalmente nei confronti dell’autore. «Visto che non è firmata – avverte il presidente dell’Ordine – sarà necessario, attraverso l’indirizzo di posta elettronica, risalire all’autore. Ma non sarà difficile. Domani o al massimo giovedì il nostro legale sporgerà querela, per minacce, nei confronti di questa persona. Io capisco che tutti abbiamo la possibilità di manifestare il nostro pensiero ma non posso tollerare che qualcuno, tra l’altro senza firmarsi, invii una lettera con una serie di minacce e contenuti farneticanti. Abbia la decenza, almeno, di firmarsi e comunque di scrivere contenendo i toni. Visto che ciò non è avvenuto, l’Ordine ha pensato bene di adire le vie legali. Non può e non deve passare il messaggio – sottolinea Clarizia – che tutti possono scrivere, senza censura alcuna, ciò che gli frulla per la testa. I contenuti del messaggio arrivati all’Ordine sono gravi: a tutela delle professioni di infermieri e Oss mi sono sentito in dovere di rivolgermi ad un avvocato».


PRIMO CASO
Clarizia non ha ricordi di ricevere un messaggio di posta elettronica con una serie di minacce. E, per dire il vero, è rimasto pure abbastanza scosso: «Ognuno può pensarla come vuole – afferma – ma da qui a inviare minacce scritte ce ne passa. Avrei preferito che chi ha inviato l’email avesse chiesto un confronto al quale non mi sarei certo sottratto. Così, in quel modo in cui è stata scritta ed impostata, il discorso cambia e non c’è alcuna volontà di confrontarsi civilmente, ma soltanto un tentativo di intimorire e lanciare un avvertimento».

 

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 10:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA