Uccise con 19 coltellate la madre dei suoi due figli, è l'ora del processo per l'assassino

Martedì 14 Settembre 2021 di Cristina Antonutti
Auirelia Laurenti uccisa dal padre dei suoi due bambini

PORDENONE - Giuseppe Mario Forciniti, l'infermiere che il 25 novembre 2020 a Roveredo in Piano ha ucciso a coltellate la madre dei suoi due figli, il 19 ottobre comparirà davanti al gup Monica Biasutti. L'udienza è stata fissata dopo che il pm Federico Facchin ha chiesto il rinvio a giudizio dell'autore del femminicidio di Aurelia Laurenti, 32 anni, massacrata con 19 coltellate nel giorno dedicato alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Forciniti, accusato di omicidio volontario con l'aggravante di averlo commesso nei confronti della convivente, sarà processato in Corte d'assise a Udine, a meno che la Corte Costituzionale, il 6 ottobre chiamata nuovamente a esprimersi sulla preclusione al rito abbreviato per i reati puniti con l'ergastolo, non modifichi nuovamente la procedura.

L'INTERROGATORIO

Forciniti, difeso dall'avvocato Ernesto De Toni, a fine settembre è stato interrogato dal pm per circa tre ore. Non si è discostato dalla versione fornita alla Polizia di Stato subito dopo l'omicidio: sostiene di aver tolto il coltello dalle mani della vittima e di averla colpita una volta, poi il vuoto e la corsa con i bambini da una zia. In realtà ha infierito volto e collo della giovane donna, gettando poi in un cassonetto per i rifiuti il coltello, sul quale non sono state trovate impronte di Aurelia. 

PARTE CIVILE

La famiglia della vittima si costituirà parte civile con l'avvocato Antonio Malattia. Recentemente il Tribunale per i minorenni di Trieste ha revocato a Forciniti la patria potestà affidando i suoi bambini ai nonni materni con il supporto dei Servizi sociali. L'obiettivo della parte civile è tenere i due fratellini lontani dalle vicende processuali affinché nulla possa turbare la loro serenità (i nonni sono supportati da una rete di famiglie che sono rimaste vicine ai figli di Aurelia e da psicologi). «Ci costituiremo parte civile - spiega il legale - sperando che la Procura contesti anche i maltrattamenti in famiglia». Dagli atti emerge che il femminicidio è maturato nell'ambito di una situazione famigliare tesa. Un ulteriore contributo per far chiarezza sul rapporto di coppia sarebbe potuto arrivare dal contenuto del telefonino di Aurelia, che nessuno riesce ad aprire, anche se secondo Malattia le testimonianze raccolte dagli investigatori avrebbero fornito un quadro molto preciso sulla situazione.
 

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