Il Noncello esonda e divide in due la città

Martedì 8 Dicembre 2020 di D.L.
Il Noncello esonda e divide in due la città

PORDENONE -  Il giorno dopo l'esondazione del Meduna nelle aree a sud della città è stato il Noncello a dividere Pordenone in due. Le acque del vecchio Naon ieri mattina avevano invaso la Rivierasca fino a entrare in via San Marco e via Codafora lambendo il centro storico cittadino. Nella notte tra domenica e ieri il fiume era fuoriusciuto in più punti, a cominciare dalla zona più bassa di via Martiri Concordiesi e via del Seminario. Allagati anche il parck sotterraneo della Rivierasca e parte del Marcolin. Fin dalla notte il Comune ha chiuso via Riviera del Pordenone (interrompendo di fatto la circolazione sul ring) e una dozzina di vie circostanti. I disagi al traffico - nonostante la chiusura delle scuole - sono stati parecchi per l'intera giornata. Tanto che l'appello ai cittadini era quello di non tentare di raggiunger il centro città, me se necessario di utilizzare l'autostrada. E sempre nelle prime ore della mattina la Regione aveva prorogato lo stato di allerta, pur scendendo da rosso ad arancione, fino alla mezzanotte. Molti gli scantinati e i garage allagati nella zona a ridosso del fiume erano molte le auto-pompe della Protezione civile e dei vigili dei fuoco in azione.

IL PICCO Il picco, a oltre 8,44 metri, è stato raggiunto verso le 10 di ieri. Un livello storico, ma raggiunto almeno dal 2002, l'anno della disastrosa alluvione in cui si ruppe l'argine e fu spaventosamente allagata la parte sud della città. Nel corso della mattinata il livello dell'acqua aveva cominciato a scendere. Anche se molto lentamente: circa un centimetro all'ora. Tanto che ancora in serata il livello era molto alto. Situazione che ha spinto il Comune a mantenere le strade chiuse. Compresa via Riviera. Oggi si valuterà il da farsi: prima di riaprirle saranno necessari i lavori di pulizia e messa in sicurezza. Una dura prova per il Noncello che è salito in seguito all'ingrossamento il giorno precedente del Meduna. Domenica, infatti, il Meduna aveva superato i 22 metri: anche questo è un dato che non si registrava da moltissimi anni. Conseguenza delle piogge torrenziali che per oltre due giorni sono cadute nelle montagne pordenonesi e in Carnia.

A Barcis, dalle 12 di venerdì alla mezzanotte di domenica, sono caduti 784 millimetri di acqua: l'equivalente di 784 litri per metro quadrato. In 60 ore è caduta la pioggia che cade nella nostra pianura in media in sei mesi e a Roma, per fare un esempio, in un intero anno. Valori paragonabili a quelli registrati nella grande alluvione del 1966. A questo si è aggiunto il forte vento di scirocco che ha superato i 160 chilometri orari. Pioggia battente e raffiche di vento che hanno sferzato la montagna pordenonese. Nella tarda mattinata di ieri il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e l'assessore alla Protezione civile Riccardo Riccardi hanno sorvolato in elicottero (il cielo si era fatto intanto sereno ed era spuntato pure il sole) le aree più colpite dall'ondata di maltempo, sia in montagna che in pianura. Al termine del sorvolo hanno incontrato il sindaco Alessandro Ciriani e l'assessore Emanuele Loperfido. Un summit veloce e operativo in cui il Comune ha incassato qualche primo impegno di finanziamenti per nuovi impianti per gli sgrigliatori di Vallenoncello e per la messa in sicurezza delle vie Villotte e Spezzadure. Intanto i circa dieci addetti comunali e la quarantina di volontari della Protezione civile, coordinati dall'assessore Loperfido, hanno incessantemente lavorato (600 richieste in 72 ore) fino a sera per rispondere alle tante richieste di aiuto, soprattutto per sgomberare cantine allagate con auto-pompe. Consegnati 500 sacchi di sabbia. Oggi previste ulteriori piogge e neve fino a quota 400 metri. E una coda di maltempo prevista anche per domani.
 

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