Moglie nuda negli status su whatsapp, marito vendicativo condannato

Martedì 19 Ottobre 2021
Moglie nuda negli status su whatsapp, marito vendicativo condannato
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PORDENONE - Una vendetta a sfondo sessuale è reato. Nel Codice penale italiano appartiene alla sfera del cosiddetto Codice rosso, si chiama diffusione illecita di immagini o video espliciti, che corrisponde ai casi di revenge porn esplosi con l'utilizzo di telefonini e social. Ieri in Tribunale a Pordenone si è trattato uno dei primi casi. L'imputato era un marito di 61 anni, originario dello Spilimberghese, già processato per maltrattamenti in famiglia. Dopo l'ennesimo contrasto con la consorte si era vendicato pubblicando sullo stato di WhatsApp una serie di fotografie che ritraevano la donna nuda e che si alternavano ogni 24 ore. Chiunque avesse il numero del 61enne memorizzato sulla sua rubrica, poteva visionare le immagini.
Quando si è accorta, la donna si è rivolta alle forze dell'ordine denunciando il marito. Nel frattempo il procedimento per maltrattamenti in famiglia si era già incardinato ed era costato all'imputato un patteggiamento a 2 anni e 4 mesi. A novembre 2019 gli era stato poi imposto di non frequentare i luoghi in cui avrebbe potuto incontrare la moglie e di tenere una distanza di almeno 300 metri dalla donna. Una sera di dicembre andò dai carabinieri alle dieci di sera protestando perché non veniva ricevuto: per ripicca forò uno pneumatico dell'automobile di un carabiniere. Poco dopo si presentò davanti alla casa in cui abita l'ex consorte violando il divieto. Nei giorni successivi lo fece altre due volte, raggiungendo l'abitazione dei genitori della donna, dove la stessa in quel momento di trovava. Per questi comportamenti lo scorso gennaio è stato processato per danneggiamento aggravato dai futili motivi e la violazione dell'obbligo di allontanamento dalla casa familiare. Patteggiò rispettivamente uno e tre mesi in continuazione con la sentenza principale. Ieri, nell'udienza preliminare del gup Rodolfo Piccin, l'avvocato Luca Spinazzè ha concordato un ulteriore patteggiamento con la Procura per la vendetta a sfondo sessuale, sempre in continuazione con la sentenza per i maltrattamenti in famiglia, che è lievitata di ulteriori tre mesi. 

Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA