Nella base Usa con il badge falso e le soldatesse: «Non è terrorismo»

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Nella base Usa con il badge falso  e le soldatesse: «Non è terrorismo»

di Susanna Salvador

AVIANO - Non c'è alcuna minaccia terroristica dietro all'ingresso di un giovane marocchino, in possesso di un badge falso, nella Base aerea di Aviano. Ad escludere l'ipotesi è il procuratore della Repubblica Raffaele Tito, che conferma il prosieguo delle indagini. Dal comando dell'aeroporto di Aviano fanno sapere che «l'intervento del personale di vigilanza all'ingresso aeroportuale e quello successivo da parte dei carabinieri dell'Aeronautica militare è stato possibile grazie alle procedure e ai controlli accurati svolti congiuntamente tra le forze di vigilanza italiane e statunitensi, attuati in questo particolare momento di attenzione. L'evento - concludono - ha dimostrato l'efficienza delle misure di controllo in atto».

Il venticinquenne marocchino residente a Conegliano, è stato bloccato all'ingresso della base nella notte tra il 7 e l'8 luglio scorso: era a bordo di una Bmw 318, in compagnia di due soldatesse statunitensi. Insospettito dal badge che il giovane ha mostrato, intestato a un militare Usa, il personale americano ha chiesto l'intervento dei carabinieri i quali, una volta accertato che il pass era falso, lo hanno arrestato. E, da quanto appreso, il giovane avrebbe utilizzato altre volte il documento falso e sarebbe riuscito a entrare nella super blindata struttura militare. Nessuna notizia sulle due soldatesse, e il comando aeroportuale si limita a dire che sul loro ruolo «sono in corso accertamenti da parte dell'autorità giudiziaria». Italiana. Autorità che dovrà anche capire come mai un cittadino marocchino era in possesso di un badge intestato a un soldato statunitense; da chi lo ha avuto e cosa c'è dietro questo traffico di documenti falsi...

 
 
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Giovedì 31 Agosto 2017, 09:46






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5 di 10 commenti presenti
2017-09-01 07:38:57
Se sono efficienti come nei telefilm NCIS ed affini, risalgono alle precedenti entrate con lo stesso badge e anche a chi controllava all'ingresso. Ricordo di najia, si perlustarva in pattuglia da 3 il perimetro di un centro comunicazioni.Soffermandomi accanto ad un cancello, notai che la poderosa catena aveva il lucchettone non agganciato, appena accostato ed a mano si poteva aprire.Comunicata la faccenda al capitano, si lascio' stare e si beccarono in flagrante alcuni impiegati civili interni che alla chetichella in orario di servizio uscivano per farsi la pizza al di la' del recinto, in vicina pizzeria abusiva.
2017-08-31 19:53:06
Vediamo se almeno gli americani prendono queste due frescone e le mettono sotto corte marziale? Tresca o meno in zona militare è reato.
2017-08-31 20:44:37
piano con le ipotesi... potrebbe benissimo aver "gabbato" pure loro.
2017-08-31 18:56:01
ma... il fatto che questo "tizio" fosse entrato e uscito da un sito particolarmente sensibile già altre volte dovrebbe far scattare un campanellino d'allarme, sì o no? oh, qua non si tratta di una semplice, ovviamente punibile, "bravata" (tipo il matto che tempo fa riuscì a introdursi nell'avion della merkel e conbinare un finimondo pazzesco). poi, cosa s'intende per "falso". documento fabbricato o rubato/rinvenuto e alterato?
2017-08-31 17:40:31
Pare che con una delle due soldatesse il marocchino avesse una tresca. Interrogata la soldatessa, pare che ella abbia detto che era comvinta che il marocchino fosse un soldato americano. Infatti ogni volta che lo sentiva parlare gli diceva: ma che bel accento del Texas che hai amore mio...