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Ostilità a scuola: maestra condannata per diffamazione, aveva accusato una collega di maltrattementi sui bimbi

Sabato 9 Luglio 2022 di C.A.
Bambini in mensa (foto d'archivio)

CORDENONS - Le tensioni tra due insegnanti di una scuola dell'infanzia sono sfociate in un processo per diffamazione che ha comportato una condanna a sette mesi, con il beneficio della sospensione, per Marina Gardonio, 53enne di Cordenons. Il giudice monocratico Piera Binotto ha riconosciuto alla parte civile, costituita con l'avvocato Luca Spinazzè, una provvisionale di 10mila euro rimandando la statuizione del risarcimento in sede civile. La vicenda risale al 2016 e all'epoca aveva comportato anche una sanzione disciplinare da parte dell'Ufficio scolastico regionale.

L'accusa di maltrattare i bambini

All'origine delle tensioni tra le due maestre vi erano due metodi di insegnamento che mal si conciliavano e avevano evidentemente generato delle ostilità. Alla festa di carnevale del 2016 Gardonio ne parlò con la rappresentante di classe e alcune mamme facendo riferimento a casi di maltrattamento in classe legati soprattutto al momento in cui i bambini dovevano mangiare. Secondo l'insegnante, venivano imbocconati a forza quando si rifiutavano di assaggiare alcuni cibi, fino a farli vomitare, o umiliati perché si sporcavano. La situazione descritta preoccupò i genitori, che cominciarono a confrontarsi sulla chat di classe. Qualche giorno dopo l'insegnante inviò una relazione alla dirigente scolastica ribadendo di aver assistito a casi di maltrattamento o comportamenti aggressivi nei confronti dei bimbi, citando il caso di una bimba costretta a mangiare un pezzetto di formaggio che poi aveva rigurgitato. Faceva riferimento a comportamenti inaccettabili in un ambiente scolastico, dai quali prendeva le distanze.

Il procedimento

Prima ancora di sollecitare un incontro con la dirigente scolastica per discutere la questione, i genitori portarono all'attenzione della stampa i presunti maltrattamenti nella scuola materna di Cordenons. La dirigente scolastica convocò immediatamente le famiglie, nel giro qualche giorno cristallizzò la vicenda e inviò tutta la documentazione a Trieste. Alla sanzione disciplinare, seguì la querela da parte della maestra accusava di presunti maltrattamenti, nella quale chiedeva alla Procura di valutare se c'erano gli estremi del reato di diffamazione. L'esito del processo lascia l'amaro in bocca alla difesa, rappresentata dall'avvocato Antonella Dimastromatteo. «Nel corso dell'istruttoria - ha ribadito anche nella sua arringa - tutti i genitori hanno confermato che c'erano problemi con i bambini: questa circostanza è stata ignorata. La relazione a Trieste è stata fatta nel giro di quattro giorni, è stato coperto e silenziato tutto. La mia assistita voleva soltanto tutelare i bambini segnalando la situazione alla dirigente, invece si è ritrovata un provvedimento disciplinare per aver leso il buon nome della scuola. Siamo perplessi, aspetterò di leggere le motivazioni della sentenza per agire di conseguenza».

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