In Friuli Venezia Giulia è la primavera più piovosa degli ultimi trent'anni. Precipitazioni superiori del 200%

Scantinati e garage allagati tra San Vito e Sesto al Reghena, Diverse strade chiuse, decine di chiamate ai vigili del fuoco

Venerdì 17 Maggio 2024 di Marco Agrusti
In Friuli Venezia Giulia è la primavera più piovosa degli ultimi trent'anni. Precipitazioni superiori del 200%

PORDENONE - Marzo e aprile come mesi da record. E maggio si candida a seguirli a ruota. Con la siccità che fortunatamente almeno per quest'anno resterà un ricordo del passato. Un monito per il futuro, se vogliamo, ma certamente non un'emergenza del presente. Nel periodo indicato, infatti, in provincia di Pordenone è caduto il quadruplo della pioggia rispetto al trentennio che va dal 1991 al 2020. Lo certifica l'Arpa del Friuli Venezia Giulia e il mese più importante da quel punto di vista è stato marzo.


IL RAPPORTO

Nel mese di marzo 2024 le precipitazioni sono risultate abbondanti su quasi tutta la regione, soprattutto sulle Alpi e Prealpi Carniche e sulla pedemontana pordenonese. In queste zone le precipitazioni sono state superiori anche del 200% rispetto al trentennio 1991 -2020. Le piogge totali lungo la costa sono variate dai 90 ai 120 mm e sul Carso a Sgonico sono caduti ben 159 mm; in pianura dai 100 ai 150 mm; su Alpi e Prealpi le precipitazioni (compresa la neve fusa) sono state fra i 110 e i 400 mm (a Barcis e a Chievolis sono caduti 448 mm e 426 mm rispettivamente). Le precipitazioni più intense si sono registrate il giorno 10 e dal 27 a fine mese. Sulla costa e sulla pianura i giorni di pioggia sono stati 11 -13, in montagna si sono registrati dai 14 ai 16 giorni piovosi, rispetto ad una media di 6-8 giorni piovosi nel trentennio 1991 - 2020. Il mese di aprile, invece, è stato caratterizzato da andamenti più altalenanti, con il periodo segnato da un caldo quasi estivo seguito però da altre piogge consistenti, che hanno rimpinguato i bacini della nostra regione e messo al loro posto anche le falde. Un mese di aprile particolarmente piovoso ha finito il lavoro iniziato in inverno e proseguito anche a marzo: la siccità di fatto in Friuli Venezia Giulia non esiste più. Potrebbe tornare, certo, ma almeno dall'autunno ad oggi si è tornati a dei numeri normali legati alle precipitazioni medie sul nostro territorio.

Secondo gli esperti, poi, un ruolo determinante sarà giocato anche dalle abbondanti nevicate che in alcuni casi fino ad aprile hanno interessato anche località dall'altimetria non prettamente montana. Anche un metro di accumuli, invece, più in quota. Un manto che verosimilmente si scioglierà a breve, quando le temperature massime torneranno nella media del periodo primaverile.


L'ONDATA

Il maltempo che ieri ha causato diversi allagamenti nella Bassa friulana ha provocato disagi minori in provincia di Pordenone. La situazione più critica tra San Vito e Sesto al Reghena, con numerosi allagamenti, strade chiuse, blackout momentanei e interventi dei vigili del fuoco. A San Vito allagati garage in via Boreana, tanta acqua anche in via Veritte, via S. Urbano e via Fontanasso. In campo anche la Protezione civile per alcuni scantinati invasi dall'acqua. A Sesto disagi in Località Mure, via Levada, via Borgo di Sotto, via Fontane. Rimangono chiusi i guadi di Rauscedo in comune di Vivaro e di Murlis in comune di Zoppola, oltre che i guadi secondari nel comune di Cordenons. In seguito all'emanazione dell'Allerta la strada del Tul in comune di Clauzetto rimarrà chiusa almeno per tutta la durata dell'allerta. Si registrano puntuali superamenti delle soglie di guardia per alcuni idrometri secondari, non legati al servizio di piena, nel bacino montano del Tagliamento, le portate sono in diminuzione. Per quanto concerne il bacino del Livenza si segnala un superamento del livello di secondo presidio per l'idrometro di Cellina Vajont, posto a valle dell'invaso di Ravedis, le portate sono prossime al picco di piena.

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