Lockdown comunali, la protesta dei sindaci di Castelnovo e Cavasso: "Non siamo untori, provvedimento folle"

Domenica 22 Novembre 2020 di Lorenzo Padovan
Il sindaco di Cavasso Romanin

CAVASSO E CASTELNOVO -  Cavasso Nuovo e Castelnovo del Friuli dichiarati zone rosse con le conseguenze del caso per i propri cittadini? I sindaci cadono dalle nuvole e sono persuasi si tratti di un mero errore di valutazione nel calcolo degli indici di contagiosità del virus, perché le due comunità locali sono tutt’altro che in situazione di emergenza.
CAVASSO. 
Nel centro pedemontano da un paio di settimane ci sono oltre cinquanta persone positive, ma il 90% è costituito da ospiti della casa di riposo e da personale che se ne prende cura. “Non voglio nemmeno pensare che la Regione incorra in un errore tanto madornale da dichiararci zona rossa sulla base di questa situazione - ha fatto sapere il sindaco Silvano Romanin, che ha appreso del disegno della giunta Fedriga solamente dalla stampa -. Fuori dalla struttura per anziani abbiamo una decina di casi su poco più di 1.500 abitanti. Il nostro paese non ha mai fatto registrare assembramenti di alcun tipo, i locali sono tutti chiusi e la gente al massimo si fa qualche passeggiata sulle colline dove abbiamo una mezza dozzina di borgate che tutti ci invidiano. Per fare un paragone, è come se Pordenone venisse dichiarata zona rossa perché al Santa Maria degli Angeli sono ricoverate centinaia di persone positive al virus, oppure Maniago perché adesso ospita la nuova Rsa dedicata sempre ai malati di Covid”. Il paradosso si amplifica con il fatto che la casa di riposo di Cavasso ha un centinaio di degenti che prima risiedevano in svariati comuni della pedemontana. Anche i residenti sono rimasti basiti nell’apprendere le proposte della Regione e sono pronti a dare battaglia: “Sarebbe inaccettabile: non c’è alcuna ragione per decretare la zona rossa se non il fatto che materialmente la casa di riposo, seppur per poche decine di metri (sorge al confine con Fanna, ndr), è ubicata nel nostro territorio comunale. Tutti noi seguiamo fedelmente le regole imposte per la zona arancione e non crediamo sia mai stata elevata dalle forze dell’ordine una singola sanzione per assembramenti o mancato uso della mascherina. Di più: per tutto il primo lockdown il virus in paese non era mai nemmeno arrivato. In questa seconda ondata, purtroppo, c’è stato un significativo contagio nella struttura per anziani e, quindi, anche qualche residente (i cui congiunti lavorano all’interno, ndr) sono stati interessati. Non accetteremo passivamente il confinamento in casa rispetto a questi parametri totalmente falsati”. 
CASTELNOVO
“A Castelnovo del Friuli (comune che si sviluppa in trenta piccole borgate, ndr) non ci sono il 19,7% di positivi, come sembrerebbe dai dati diffusi sulla stampa: in settimana abbiamo avuto un rapporto tra positivi e residenti che varia tra lo 0,15% e lo 0,2%. Non ho ricevuto telefonate da amministratori regionali e/o da enti competenti”: si affida ai numeri il sindaco Juri Del Toso per confutare la necessità di trasformare la sua comunità in zona rossa. Anche se non intende sottovalutare il rischio: “La situazione è comunque delicata, tant’è che l’amministrazione e la Protezione civile comunale - da febbraio - sono in prima linea con generosità e responsabilità. Per ora abbiamo 13 persone positive e 8 persone in quarantena, su circa 900 residenti. Alcune persone sono in isolamento nel nostro territorio anche se residenti in altri comuni della pedemontana”. “Molte persone di quelle in elenco lavorano nel sistema sanitario ovvero nei luoghi più a rischio. Questo non fa di noi un luogo più pericoloso rispetto al resto della regione”. 

 

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