Licenziato con moglie e tre figli:
«Vendo un rene, non mangiamo più»

Lunedì 2 Settembre 2013
La disperazione di un licenziato (archivio)
PORDENONE - ęSiamo in cinque a dover mangiare e solo con i quattrocento euro mensili di mia moglie non ce la facciamo piý. » due anni che ho perso il lavoro e dopo aver venduto tutto l’oro e i gioielli di famiglia facciamo fatica a mangiare. Ora Ť anche finito l’aiuto dei servizi sociali del Comune. Perci√≤ ho deciso di vendere un rene al miglior offerente, solo cos√¨ posso continuare a sfamare la mia famiglia¬Ľ. L’appello-choc arriva da un licenziato di 54 anni che vive con la famiglia in un piccolo centro della pedemontana pordenonese.



Fino a due anni fa Alessandro era un metalmeccanico manutentore. Ma quando la sua azienda di Bergamo ha chiuso, lui √® stato licenziato. ¬ęDa quindici giorni - racconta la moglie, che lavora per un’impresa che fa le pulizie negli uffici postali, mangiamo bietole e uova solo grazie a qualche vicino che ha le galline e che ci d√† una mano¬Ľ. L’altro giorno √® arrivata anche la lettera del Comune dove si dice che il figlio piccolo non pu√≤ usufruire dello scuolabus perch√© non sono stati pagati i 52 euro della retta dell’anno scorso.





Dettagli e approfondimenti sull'edizione di Pordenone del Gazzettino in edicola o nell'edizione digitale: http://goo.gl/tIi9o





Puoi aiutare questa famiglia pordenonese? Scrivi una mail a redazioneweb@gazzettino.it, indicando nell'oggetto "Licenziato di Pordenone", e vi metteremo in contatto.

Ultimo aggiornamento: 3 Settembre, 09:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA