Introvabile l'ex tronista di Uomini e Donne Paolo Marco Filippin, l'avvocato: «Non è scappato e parlerà in aula»

«Si è tralasciato di narrare - prosegue l'avvocato - ciò che si è verificato dentro l'aula, proprio durante l'udienza del processo a carico anche del Filippin».

Martedì 22 Novembre 2022
L'ex tronista di Uomini e Donne Paolo Marco Filippin

PORDENONE - «È stata affacciata una fuga di Paolo Marco Filippin dalle presunte vittime e comunque è stato dipinto come soggetto irreperibile. Non è così. Egli si è messo a completa disposizione del curatore fallimentare. Ed, inoltre, egli si è già confrontato con l'ipotesi elevata nei suoi confronti durante la fase successiva all'avviso relativo alla conclusione delle indagini preliminari rendendo la propria dichiarazione di assoluta estraneità all'oggetto di tale ipotesi». A parlare è il legale dell'uomo, l'avvocato Lorenzo Magnarelli. «Nel processo - spiega il legale - è rappresentato e difeso da me e ne è stato chiesto il relativo esame che sarà reso dallo stesso dopo che i testimoni indicati dal Pubblico Ministero e dalle Parti civili avranno reso le rispettive testimonianze. Filippin sta affrontando, quindi, da sempre, la vicenda processuale che lo riguarda mediante una difesa attiva e pienamente collaborativa per la corretta e pertinente ricostruzione dei fatti, nell'attesa serena della sentenza. Non si è mai sottratto a nulla. Di certo non ha mai accettato, ne' mai accetterà, l'attribuzione di vicende che non lo riguardano». Secondo il legale, infatti, le parole pronunciate fuori dall'aula da alcune persone che si sono dichiarate vittime di Fillipin non sarebbero pertinenti.

Il legale Magnarelli contesta le parole pronunciate fuori dall'aula

«Si è tralasciato di narrare - prosegue l'avvocato - ciò che si è verificato dentro l'aula, proprio durante l'udienza del processo a carico anche del Filippin. Ed, allora, in tale contesto non è pertinente passare dal pagamento effettuato alla truffa, così come è stato narrato fuori dall'aula. Vi è un salto, giuridico e logico, che impedisce tale passaggio. Ed è proprio su tale iato, giuridico e logico, che si è celebrata l'udienza! E conta soltanto ciò che è stato rappresentato in udienza. Non cosa sia avvenuto altrove». A decidere se i reati ci sono stati o meno, saranno quindi i magistrati ma c'è un aspetto sul quale la difesa ha già dimostrato di non voler indietreggiare: «Se tale realtà (le dichiarazioni fatte fuori dall'aula ndr) non è rappresentata per ciò che vale, ossia, nulla, diventa fuorviante per chi legge e dannosa per ciò che il processo penale stesso, non soltanto quello a carico del Filippin, costituisce per l'ordinamento, poiché tale realtà propone sfumature emozionali che, sull'onda della comunicazione mediante i mass media, rischiano di ingenerare la prospettazione al lettore di una versione distorta dei fatti a tutto danno del soggetto interessato al processo, nel caso che qui ci occupa, il Filippin, il quale, invece, deve essere processato abbigliato dalla presunzione di innocenza. Anche perché se Filippin oggi è interessato a tale processo significa che la Procura di Pordenone vuole fare effettuare una verifica al Tribunale e che i querelanti si sono rivolti alla Procura stessa per tale fine».

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