Case di riposo senza infermieri: dalla Regione in via libera alle assunzioni da Albania e Ucraina

Domenica 9 Gennaio 2022 di Michelangelo Scarabellotto
Mancano infermieri nelle case di riposp

SACILE - Arrivano i rinforzi per far funzionare la sanità liventina, ma dall'estero. Lo sottolineano il comitato No tagli alla Sanità Sacile e il movimento Cittadinanza attiva per Sacile, informando che per ovviare alle carenze in cui versa la sanità pubblica, ci si vede costretti ad aprire le porte a personale sanitario proveniente da Paesi extra Unione Europea, come Albania e Ucraina.

SCELTA IN DEROGA
Ad annunciarlo i rappresentanti dei due comitati, Luigi Zoccolan e Gianfranco Zuzzi, informando che è di questi giorni la decisione che l'Agenzia regionale coordinamento servizi sanitari, ha «proposto alla cooperativa Consorzio Blu, vincitrice dell'appalto per la gestione triennale delle Rsa di Sacile, Pordenone e Roveredo, di poter assumere personale extra comunitario fino al 31 dicembre 2022, al fine di fronteggiare la grave carenza di personale, in deroga alle norme nazionali sul riconoscimento delle predette qualifiche professionali». In questo modo, vista la impossibilità di reperire in particolar infermieri, si offre l'opportunità di iniziare l'attività al Consorzio Blu che però «nutre - sottolineano Zoccolan e Zuzzi - perplessità su quanto deciso dalla Regione sull'attuale quadro giuridico che disciplina il riconoscimento dei titoli abilitanti la professione infermieristica conseguita nei Paesi extra Ue». Aggiungono che se Arcs ritiene sufficiente quanto deciso dalla Regione e autorizza ad assumere professionisti abilitati all'estero, senza attendere il riconoscimento previsto dalla normativa nazionale, la cooperativa «si è detta - aggiungono - disponibile a prendere servizio dall'1. giugno 2022».

SITUAZIONE PARADOSSALE
Per Zoccolan e Zuzzi è una situazione «paradossale, che la dice lunga sullo stato in cui verso la sanità e in particolare quella pordenonese dove abbiamo Rsa chiuse o, come a Sacile, con occupazione letti ai minimi storici per mancanza di personale; servizio di guardia medica sempre più carente che causa intasamenti dei Pronto soccorso e dei Punti di primo intervento; area emergenza sovraffollata con personale allo stremo; attività chirurgica e ambulatoriale specialistica al lumicino; fuga di pazienti verso il Veneto e di personale sanitario; Ppi chiusi. Una tempesta perfetta» concludono.

SCARICABARILE
Di fronte a questa debacle e dopo 4 anni di promesse non mantenute per un nuovo modello di sanità, ora si sta scatenando la politica locale con il fine di «nascondere tutte le ambiguità e i silenzi portati avanti nel tempo che ha quale bersaglio il direttore generale dell'Asfo, Joseph Polimeni». Sindaci, consigli comunali, sindacati, forze politiche anche del centrodestra, e ora «anche la Lega di Salvini - incalzano - sono tutti uniti nel chiedere la sua testa, ritenuto unico responsabile della malasanità pordenonese, mentre esprimono piena fiducia nel vice governatore, nonché assessore regionale alla sanità, Riccardo Riccardi, invocato come unico possibile salvatore della sanità».

I COMITATI
I comitati cittadini la ritengono «una posizione ambigua e per nulla credibile, visto che tutti sanno, e fanno finta di ignorare, che il direttore non ha mai mosso una pedina senza il consenso dell'assessore regionale, che ha il controllo su ogni fase operativa sugli obiettivi di salute, assistenziali e di funzionamento dei servizi, nonché sulle decisioni amministrative e della comunicazione». Pertanto definiscono «lacrime di coccodrillo di chi, come a Sacile e nell'area Liventina, ha sempre taciuto e condiviso decisioni che, giorno dopo giorno, tagliavano importati servizi portandosi al disastro in cui oggi ci troviamo. E mentre - concludono - assistiamo a questo desolante teatrino, la sanità affonda».

MOBILITAZIONE
A questo punto l'annuncio: il comitato No tagli alla sanità Sacile e il movimento Cittadinanza attiva, i rappresentanti degli operatori socio sanitaria della Rsa, dall'1. gennaio senza lavoro, proseguono la mobilitazione e saranno presenti giovedì tra i cittadini per proseguire a portare avanti il proprio impegno a difesa dei Servizi sanitari e dei diritti degli operatori del settore.
 

Ultimo aggiornamento: 10:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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