Incendio, 12enne in Dad salvo e casa distrutta. Genitori sotto choc: «Non abbiamo più nulla»

Mercoledì 26 Gennaio 2022 di Cristina Antonutti
Casa distrutta dalle fiamme

SESTO AL REGHENA - I genitori al lavoro, il fratellino a scuola e lui, 12 anni, impegnato nella didattica a distanza nella sua camera. Improvvisamente la luce è saltata e il computer si è spento. È sceso al piano di sotto e si è trovato davanti le fiamme che dal sottoportico stavano divorando la casa. Lui è salvo. Ed è quello che più conta per la famiglia di Magda Colussi e Michele Danelon. Ma la disperazione è difficile da arginare. La casa, un ex stalla pazientemente ristrutturata con grandi sacrifici da Danelon con l'aiuto del fratello in via Sacile a Bagnarola, è andata completamente distrutta. Bruciato anche un furgone di recente acquisto. «Ci abitavamo da appena quattro anni - spiega la moglie Magda Colussi, titolare della fioreria di piazza IV Novembre - Era tutto a norma. Non abbiamo più nulla, neanche i vestiti per i bambini e questi non sono periodi buoni per ripartire». Accanto ha la madre che cerca di consolarla, ma di fronte alla devastazione lasciata del fuoco lo choc è enorme.

L'ALLARME

La sala operativa del Comando provinciale di Pordenone è stata allertata dal Nue112 verso mezzogiorno. I primi a muoversi sono stati i vigili del fuoco di San Vito al Tagliamento, poi raggiunti dai colleghi di Pordenone, di Maniago e del vicino distaccamento di Portogruaro. L'abitazione, che si sviluppa su due piani, era già invasa dalle fiamme e dal tetto ventilato uscita tantissimo fumo. Le operazioni di spegnimento sono state particolarmente impegnative. E non solo per l'intensità delle fiamme. L'abitazione è stata completamente coinvolta dal fuoco, che si è propagato velocemente fino a raggiungere il tetto. Nel suo cammino ha divorato suppellettili, mobili, giochi dei bambini, travi in legno e copertura, che nel punto più critico è collassata.

LE CONSEGUENZE

Ieri sera i Vigili del fuoco erano ancora al lavoro per spegnere gli ultimi focolai e mettere in sicurezza l'edificio. Durante le prime fasi dell'intervento lo dispiegamento di forze è stato notevole. In via Sacile sono arrivati sei mezzi, a cui si è aggiunta l'autoscala, necessaria per raggiungere il tetto in fiamme. Da Pordenone è stato inviato anche il carro bombole, perché vie la necessità di ripristinare continuamente agli autoprotettori utilizzati per proteggere le vie respiratorie.

IL SEQUESTRO

Il funzionario di turno, Stefano Zanut, ha seguito l'intervento sin dalle prime fasi. Le fiamme, dai primi accertamenti, si sarebbero propagate da un porticato, dopodiché, per l'effetto dell'irraggiamento, hanno coinvolto anche un furgone parcheggiato nel cortile. Quale possa essere la natura del rogo non è ancora chiaro. Gli uomini del Nia (Nucleo investigativo antincendi), su disposizione del sostituto procuratore di turno Andrea Del Missier, ieri sera hanno posto la casa sotto sequestro in attesa di compiere un sopralluogo più approfondito alla luce del giorno. La famiglia Danelon non riesce a comprendere come sia potuta succedere una cosa simile. «Non fumiamo - osserva Magda Colussi - non avevamo candele accese e non lasciamo cenere nel portico». La casa è stata dichiarata inagibile. La rete familiare e la comunità di Bagnarola sosterrà la famiglia. Sul posto anche i carabinieri di Cordovado.
 

Ultimo aggiornamento: 13:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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