Pordenone. Grattacielo di 12 piani in via Molinari, la Civica non ci sta: «Vogliamo un referendum popolare»

«Facciamo chiarezza!» replica l'assessore comunale, Cristina Amirante all'attacco del consigliere Marco Salvador.

Martedì 22 Novembre 2022 di Loris Del Frate
Pordenone progetto grattacielo 12 piani in via Molinari
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PORDENONE - «Facciamo chiarezza!». Non ci sta l'assessore comunale, Cristina Amirante a farsi attaccare dal consigliere Marco Salvador sul palazzo di 12 piani che potrebbe sorgere in via Molinari. Così come non ci sta a scomodare un referendum cittadino che - a suo avviso - partirebbe con dati completamente sballati.

Pordenone città, per la prima volta verso i 52mila abitanti

«Sugli abitanti di Pordenone città possiamo dire 2 cose - attacca l'assessore - la città ha avuto un trend di perdita costante di popolazione che l'ha portata al picco dei 50.300 residenti nel 2011. Se guardiamo i dati dal 2018, spicca il dato di + 430 abitanti di persone in età lavorativa che emigrano dal triveneto verso Pordenone. Io ho dichiarato, in un convegno sulla rigenerazione urbana, che la popolazione, con la sola eccezione del 2020 anno in cui era vietato uscire dal proprio comune e in cui ci sono stati purtroppo molti decessi, dal 2018 ad oggi Pordenone è salita da 51.127 a 51.818 nel 2021. Per la prima volta in tanti anni ci avviciniamo ai 52.000 abitanti. Inoltre ho dichiarato che il mercato immobiliare è saturo (dati agenti immobiliari)».

Grattacielo in via Molinari, un progetto di rigenerazione urbana

«Il piano regolatore del 2021, che ha un orizzonte temporale di 20 anni, riduce il numero di abitanti insediabili rispetto al piano 2016 di Pedrotti, proprio perché vuole ridurre la possibilità di costruire su terreni agricoli in periferia con una differenza essenziale: oggi, grazie al piano del 2021 sono stati azzerati 40 ettari edificabili nelle nostre campagne a favore della rigenerazione urbana del patrimonio edilizio esistente. Nel caso specifico di via Molinari bisogna dire anche che è edificabile dal 1986 con una capacità edificatoria di 8000 metri cubi. Significa - spiega l'assessore Amirante - che con il piano Pedrotti si possono realizzare 7/8 piani a distanza di 5 metri dai confini e 10 metri dagli edifici, comprese le casette di vicolo Molinari. Con il progetto invece di rigenerazione del 12 piani la distanza diventa di 40 metri con altezze di 8 piani (con 2 destinati a garage), antistanti alle case basse pari all'edificio consentito del piano Pedrotti. Mi domando - si chiede - quando Salvador afferma che via Molinari è area priva di servizi, cosa intenda: ci sono scuole di ogni ordine e grado, commercio di vicinato, palestre e servizi culturali a due passi, marciapiedi esistenti e in rigenerazione, parcheggi anche in previsione, piazze, fognature, due parchi, servizio dell'autobus urbano, ciclabili esistenti e in progettazione in via Matteotti. Va evidenziato che l'area di via Molinari dista a 100 metri dal ring e quindi a 7/10 minuti dal centro. Quindi l'attacco del consigliere Salvador, come quello del Bene Comune dei consiglieri Cibin e Antoniel, stanno a significare che la visione di Pordenone per questi soggetti è di una città ingessata, bloccata, dove le aree degradate restano tali, dove vi è uno spopolamento costante».

L'assessore Amirante: «Il centrosinistra vuole una città "morta" e senza prospettiva»


«È anche una visione di una città che si espande con lottizzazioni di case e villette con giardino in periferia, generando nuovi quartieri dormitorio che consumano il suolo prezioso, cementificando laddove invece si deve garantire la naturalità dei luoghi. In più - va avanti - una città che può crescere per Salvador, ma non dove lo propone il centrodestra, ma solo lungo la Pontebbana, in viale Dante, ma soltanto dal lato del parco Galvani, zona Questura ma non le aree limitrofe, nell'ex Standa perché i condomini a 6 piani posti di fronte ai 12 piani di viale Marconi sono diversi da quelli sempre di 6 piani via Molinari, dimenticando che villa Ottoboni è a due piani. Ma forse Salvador non ne conosce l'ubicazione».


Pordenone a misura di futuro: in centro mobilità dolce e mezzi pubblici


«Io credo profondamente che Pordenone debba guardare oltre - conclude l'assessore Amirante - prendere esempio da altre città di dimensioni simili in Italia ed in Europa con l'aiuto ed il consiglio dei tecnici, degli urbanisti e della cittadinanza tutta. Nel 2022 dobbiamo pensare ad una città dove l'auto per i residenti del centro servirà sempre meno, mentre chi viene da fuori potrà lasciarla nei parcheggi cerniera e proseguire con la mobilità dolce o con i mezzi pubblici. E' importante proseguire sulla valorizzazione degli spazi pubblici, come è stato fatto con il nuovo sagrato in largo San Giorgio o in piazza della Motta e come è previsto nell'area che va da piazza del Popolo a parco San Valentino. La richiesta di nuove abitazioni vicine al centro è il segno di una città attrattiva per tutti».
 

Ultimo aggiornamento: 16:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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