Giorgia Kus, dopo 4 mesi la mamma può prenderla in braccio e guardarla negli occhi Foto

Venerdì 17 Gennaio 2020 di Beatrice Mani
Giorgia Kus, dopo 4 mesi la mamma può riprenderla in braccio e guardarla negli occhi

Giorgia Kus, la bambina con la malattia ancora sconosciuta ricoverata all'ospedale Civile di Padova, nel reparto di Terapia intensiva pediatrica. Ecco gli ultimi aggiornamenti sulle sue condizioni, qualcosa è successo, qualcosa di davvero emozionante per i suoi genitori.

Era dal 13 settembre che non succedeva, da quando Giorgia, la piccola paziente di 4 anni trasferita da Trieste a Padova, è entrata in sedazione profonda: distesa su un letto, immobile, non cosciente, attaccata a macchinari che le ossigenavano il sangue da una parte e ad altri che la facevano respirare. Ma un piccolo miracolo, ieri, 17 gennaio 2020, è avvenuto nella stanza del Civile dove è ancora ricoverata: dopo quattro mesi di attesa, senza contatti che non fossero una carezza o tenerle la mano, la sua mamma l'ha potuta prendere in braccio, stringerla a sé, guardarla negli occhi.

La tracheotomia e l'abbassamento della sedazione
Tutto ha avuto inizio il 14 gennaio, quando la bambina è stata sottoposta a una tracheotomia: Giorgia non poteva più restare intubata, ma aveva ancora bisogno di aiuto per respirare, quindi i medici hanno deciso di intervenire per cambiare il tipo di sostegno: con la tracheotomia - che incide la trachea e crea una via di respirazione alternativa a quella naturale - i dottori hanno anche evitato il rischio di lederle in maniera grave le corde vocali. E, contestualmente, i medici hanno cominciato ad abbassare la sedazione che tiene Giorgia addormentata nel letto di ospedale.

Quindi la bambina ha iniziato ad aprire gli occhi, «il suo sguardo è ancora perso nel vuoto - racconta la mamma Francesca Doretto - ma quando la sedazione si abbassa vedo che è più cosciente. E ieri, poi, questo momento così emozionante: erano quattro mesi che non la prendevo in braccio, abbiamo fatto tutto delicatamente, con attenzione». La voce della mamma di Giorgia esprima una commozione e una gioia difficili da trattenere. Un abbraccio, è bastato un abbraccio per ridarle tutta la carica e la forza necessarie per continuare la lotta che, insieme al papà William Kus, porta avanti da quando la figlia si è ammalata. Una caccia a un mostro senza nome, difficile da combattere perché non si sa come sia fatto veramente e dove si nasconda.


 

La storia di Giorgia Kus, la bambina con una malattia sconosciuta

Anche per questo sulla pagina La forza di Giorgia Kus, mamma Francesca e papà William pubblicano ogni passo e tutti i referti sulle condizioni di salute della bambina, nella speranza che i medici e gli esperti, avendo accesso alla documentazione, riescano a trovare una soluzione e una terapia per restituire Giorgia alla vita. 

Ma cosa è successo a Giorgia Kus? La piccola ha cominciato a stare male quando ancora non aveva compiuto due anni. Una febbre alta e improvvisa le ha bloccato collo e braccio destro. I genitori sono corsi in ospedale a Trieste, i medici hanno curato la bambina ma l'odissea era appena al suo inizio. Dopo qualche giorno un nuovo sintomo: Giorgia ha iniziato a camminare male. Da qui altri ricoveri e accertamenti. Meningite non era, convulsioni febbrili neppure, mielite neppure. Ogni esame cancellava dalla lista una delle malattie conosciute. Ma il midollo di Giorgia era infiammato e la bambina aveva un edema. Altri sintomi, curati con il cortisone, con la plasmaferesi, ma ancora nessuna diagnosi. Il crollo è stato quando Giorgia ha avuto un problema respiratorio ceh le ha causato scompensi cardiaci: a quel punto la piccola paziente è stata trasferita d'urgenza a Padova. E qui, dal 13 settembre, è stata in sedazione profonda, intubata e attaccata ad un polmone artificiale, almeno fino a qualche giorno fa, quando è stata sottoposta a tracheotomia. Ora resta da capire quali saranno le conseguenze dell'intervento e della diminuizione della sedazione. #forzaGiorgia

 

Ultimo aggiornamento: 12:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA