Sgominata banda sinti: colpivano sempre in moto con caschi oscurati

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Sgominata banda sinti: colpivano
​sempre in moto con caschi oscurati
UDINE/PORDENONE - All'alba a Fagagna, San Daniele del Friuli e Talmassons (Udine) i Carabinieri delle Compagnie di Sacile e Pordenone, coadiuvati dai militari della compagnia di Udine, hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Pordenone nei confronti di altrettante persone di etnia sinti, residenti in provincia di Udine, ritenuti responsabili di oltre una decina di furti a esercizi commerciali e abitazioni, ricettazione, indebito utilizzo di carte di credito e uso contraffatto di targhe.

I tre - secondo quanto accertato dai militari - avrebbero agito a bordo di potenti motociclette, sempre con caschi con visiere oscurate. Le indagini, avviate a maggio, hanno accertato episodi avvenuti nelle province di Pordenone, Udine e Gorizia.

IL PASSO FALSO CHE LI HA TRADITI - I NOMI DEGLI ARRESTTI
In manette sono finiti Loris Braidic, 38 anni, di San Daniele del Friuli (Udine), Denis Braidic, 42 anni, di Fagagna (Udine) e Maurizio Hudorovich, 40 anni, di Talmassons (Udine). Il passo falso che li ha condotti in carcere riguarda un prelievo bancomat con un carta di credito rubata: grazie alle telecamere è stato possibile associare gli autori dell'operazione allo sportello di Sesto al Reghena (Pordenone) con uno dei colpi messi a segno poco prima.

Da quel momento c'è stata la svolta nelle indagini, cui sono seguiti pedinamenti e intercettazioni ambientali. La «banda delle moto» passava repentinamente dai furti su auto a quelli più redditizi all'interno di attività commerciali, che colpivano durante la pausa pranzo, quando gli esercenti solitamente lasciano il denaro nei registratori di cassa senza adottare precauzioni.

 
 


LE VITTIME
Tra le vittime i negozi «Sapori del Friuli» e «Natura Sì (24 e 27 maggio) a Pordenone, e la »Latteria di Aviano« il 13 giugno successivo. Il totale della refurtiva è di circa 50 mila euro. Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere vengono contestati agli indagati due utilizzi di carte di credito, tre furti aggravati in esercizi commerciali, sette furti in abitazione (a luglio ed agosto a Remanzacco e Basiliano, con sottrazione di una pistola tipo revolver, a Farla di Majano, Sagrado e Grado), un furto su una roulotte parcheggiata a Grado, con sottrazione di bancomat utilizzati per prelievi, oltre all'impiego di più targhe rubate o contraffatte sulle moto, per impedirne l'individuazione.

IL COVO
Il covo della banda è stato individuato a Talmassons nell'abitazione di Hudorovich, punto di ritrovo, partenza e rientro dei raid ladreschi. I centauri erano particolarmente accorti nell'utilizzo delle motociclette, che venivano frequentemente smontate per essere riverniciate; al termine delle scorrerie venivano nascoste all'interno di legnaie e cantine, accorgimenti che hanno complicato le indagini, ma non hanno impedito ai carabinieri di sequestrarle.
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Giovedì 14 Dicembre 2017, 10:42






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5 di 6 commenti presenti
2017-12-14 21:36:14
hudorovic? ma sono gli stessi di cui si parlava un paio di giorni fa per altri casi simili? ma sono ancora in libertà?
2017-12-14 16:57:23
Tanto per cambiare assistiamo alla delinquenza inveterata da parte di zingari che hanno nella vita solo questa occupazione: delinquere, delinquere, delinquere. Quando ci decideremo asbatterli fuori?
2017-12-14 16:35:31
pena di morte subito
2017-12-14 12:10:14
Senza i sinti, 30% di lavoro in meno per carabinieri e giudici. Probabilmente è per questo che i saccentoni del PD li chiamano "risorse".
2017-12-14 11:46:44
.... sinti... quasi santi.. normalità italiana..