Funghi, la Regione stringe le maglie dei controlli per la vendita

Lunedì 28 Dicembre 2020 di Maurizio Bait
Funghi, la Regione stringe le maglie dei controlli per la vendita

TRIESTE Sotto il segno di una migliore sicurezza alimentare, la Regione stringe le maglie dei controlli sui funghi spontanei destinati alla commercializzazione e alla ristorazione. E lo fa anche ampliando il piccolo esercito di esperti ai quali si affidano i controlli.

LA DECISIONE Con una delibera approvata dalla Giunta Fedriga su proposta del vicepresidente Riccardo Riccardi, nella qualità di assessore alla Salute, si legge infatti: Per aumentare la sicurezza dell'uso alimentare dei funghi e dei prodotti da essi derivati, si ritiene opportuno incrementare l'opera di prevenzione svolta dagli Ispettorati micologici delle Aziende sanitarie della Regione Fvg, con specifico riguardo all'attività di certificazione dei funghi epigei spontanei freschi destinati al commercio e alla ristorazione. E qui si registra un aspetto importante: per le verifiche del caso vengono reclutati anche i micologi privati, beninteso a condizione che siano in possesso dell'attestato ai sensi del Decreto del Ministero della Sanità n. 686/96 e iscritti nell'apposito Registro nazionale e regionale, in altre parole soltanto se siano riconosciuti dalla legge come autentici esperti. Al proposito, la Direzione centrale Salute della Regione ha predisposto un documento specifico che disciplina le regole, nell'intento di scongiurare qualsiasi rischio di intossicazione dei consumatori che acquistino dei funghi o li mangino al ristorante. Senza scendere in dettagli tecnici, che interessano soltanto gli operatori di settore, occorre precisare che il documento contempla specifiche modulistiche per chiedere il nulla-osta da parte di imprese alimentari o di aziende commerciali.

La vendita dei funghi freschi spontanei è consentita solo previa certificazione di avvenuto controllo da parte dei micologi delle Aziende sanitarie o da parte di micologi privati formalmente autorizzati secondo le normative regionali vigenti, sancisce la Regione. Per il territorio del Fvg le Aziende sanitarie si avvalgono dei micologi privati mediante il rilascio di un nulla-osta all'impresa alimentare interessata da parte dell'Azienda sanitaria competente per territorio (Servizi Igiene degli alimenti e della nutrizione) e inoltre allo scopo di garantire la certificazione dei funghi destinati alla vendita detta la Giunta regionale - l'Ispettorato micologico dell'Azienda sanitaria territorialmente competente stabilisce giorni, orari e sedi per il controllo e la certificazione, in relazione alle esigenze del proprio territorio. Tal genere di prestazione, peraltro obbligatoria, è soggetta al pagamento dei diritti sanitari stabiliti dal tariffario regionale in vigore. E sarebbe ovvio ma è bene chiarirlo in ogni caso che la certificazione di commestibilità si riferisce esclusivamente alla merce presentata al controllo.

I CONTROLLI Chi intenda porre in vendita i funghi spontanei, dovrà presentarli ai controlli in un unico strato o comunque in quantità e posizionamento tali da consentirne un agevole controllo. Non solo: i funghi vanno collocati in contenitori destinati alla vendita, suddivisi per le specie previste e in più ogni collo deve contenere una sola specie fungina o più specie appartenenti allo stesso gruppo o sezione o genere. In ogni caso non è possibile proporre qualsiasi tipo di fungo spontaneo: infatti quelli da presentare ai controlli devono appartenere a una specie prevista dall'allegato I del Dpr. 376/95 e successive modifiche o integrazioni. Come dire: occorre anche per questo aspetto andare sul sicuro piuttosto che rischiare di mandare i consumatori all'ospedale. Non è certo una novità che nei nostri boschi abbondino funghi velenosi, talora simili ad altri funghi commestibili e anche prelibati. E si sa che poche ma terribili specie fungine sono velenose al punto da poter provocare la morte.

MICOLOGI Ecco perché il micologo incaricato di eseguire i controlli deve compilare e apporre sul collo dei funghi un certificato che attesti il controllo sanitario, datato, timbrato e firmato in modo visibile. E se i funghi controllati sono mangerecci a condizione di una cottura adeguata, vanno utilizzati documenti specifici di certificazione. Tali documenti dovranno accompagnare i funghi ai quali si riferiscono in tutte le fasi della commercializzazione. E siccome non si sa mai, fra gli obblighi del micologo esaminatore figura l'obbligo di ritirare e distruggere i funghi ritenuti appartenenti ad altre specie non commestibili, alterati, invasi da parassiti, eccessivamente maturi o privi di parti essenziali al loro riconoscimento. A maggior ragione, infine, il micologo deve ritirare e distruggere l'intero collo contenente funghi appartenenti a specie tossiche mortali. E ci mancherebbe.... 

Ultimo aggiornamento: 12:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA