Opa a FriulAdria, vola l'acquisizione delle azioni dei piccoli soci

Martedì 24 Agosto 2021 di Davide Lisetto
La sede della FriulAdria in piazza XX Settembre a Pordenone

PORDENONE - L’adesione all’Opa (l’Offerta pubblica di acquisto) lanciata dal Crèdit Agricole a inizio luglio sulle azioni di FriulAdria in possesso dei circa quindicimila piccoli azionisti è partita con lo sprint. La possibilità di vendere le proprie azioni è scattata il 9 agosto scorso: nelle prime due settimane già il 42 per cento dei titoli è stato venduto dai soci FriulAdria al gruppo francese che già controlla oltre l’82 per cento del capitale della banca pordenonese. Dunque, quasi la metà dei soci ha già provveduto alla cessione delle quote.
 

UN MESE DI TEMPO
La procedura resterà aperta fino al prossimo 10 settembre. Un mese di tempo (anche se il periodo agostano non è quello migliore, ma le scadenze tecniche hanno portato a questo tipo di calendario) in cui piccoli risparmiatori di FriulAdria potranno cedere la loro quota di azioni in cambio dei 40 euro previsti dall’offerta del Credit Agricole. Ma a giudicare da come sono andate le cose nelle prime due settimane è molto probabile che l’adesione all’Opa lanciata dal gruppo francese già proprietario sul restante 17 per cento del capitale in mano agli azionisti si possa chiudere con una adesione piuttosto alta. Fino a venerdì scorso già il 42 per cento delle azioni, pari a oltre 1,7 milioni sull’ammontare complessivo di oltre quattro milioni di titoli, era già passato di mano.


Ma qual è la procedura che i piccoli azionisti devono seguire per aderire in modo volontario all’offerta del gruppo? Già nel mese di luglio a ciascuno degli oltre quindicimila azionisti era arrivata a domicilio una informativa che spiegava i dettagli dell’operazione in maniera molto chiara e semplice. Le modalità di cessione previste sono due: o utilizzando il sito della banca con l’home bancking oppure contattando il proprio gestore e recandosi personalmente in filiale per l’operazione. C’è da dire che chi decide di vendere le proprie azioni lo deve fare in blocco, cioé deve cedere l’intero pacchetto e non può “spezzettare” il proprio capitale. Lo scorso 5 agosto il cda di FriulAdria si è espresso giudicando congrua l’offerta del gruppo francese sulla base di una perizia eseguita da un organo terzo e indipendente. In realtà fin dal luglio scorso, quando Crédit Agricole, ha lanciato l’offerta la reazioni sia tra i soci che tra le categorie economiche del pordenonese (il grosso delle azioni è concentrato nella parte dei soci più “storici” che sono pordenonese e udinesi, anche se una buona parte degli azionisti è veneta) erano state più che positive. L’offerta di 40 euro ad azione era stata giudicata “generosa”: l’ultima quotazione del titolo FriulAdria sulla piattaforma HiMtf (il mercato parallelo delle piccole banche nel quale FriulAdria era entrata negli ultimi quattro anni) era pari a circa 29 euro.
 

IL PAGAMENTO
È da considerare che i 40 euro saranno pagati in due tranche. 35 euro saranno liquidati subito, il 15 settembre prossimo una volta che si sarà chiuso il 10 settembre il periodo di adesione all’Opa. I restanti 5 euro saranno invece pagati nei tre anni successivi se il socio sarà rimasto cliente della banca. La stragrande maggioranza dei 15 mila soci (pari a un numero che supera i 14 mila) sono anche clienti. Nella cifra complessiva dell’offerta rientrano anche i dividendi (di circa due euro) degli ultimi due anni. E nel caso in cui il socio dovesse decidere di non cedere le proprie azioni? Il titolo uscirà dalla piattaforma di scambio Himtf. Inoltre, con l’incorporazione di FriulAdria nel gruppo Crédit Agricole l’ex azionista si troverebbe con un titolo non più quotato e quindi con un investimento difficilmente monetizzabile.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA