Cinque focolai familiari in provincia di Pordenone, la lotta al contagio si combatte casa per casa

Domenica 2 Agosto 2020 di Marco Agrusti
Il Dipartimento di prevenzione è all'opera con i tamponi a tappeto
PORDENONE - La partita si gioca nelle case, in famiglia. È uno spartiacque della nuova fase di lotta al Coronavirus: la vittoria determinerà la conferma che il sistema di tracciamento e spegnimento del contagio ormai funziona, mentre la sconfitta potrebbe significare perdere di vista la catena di trasmissione del virus che in quel modo proseguirebbe indisturbato diffondendosi nuovamente anche al di fuori dei “centri” conosciuti. Casa per casa, si diceva. Sì, perché in provincia di Pordenone, più che negli altri tre territori del Friuli Venezia Giulia, si è alle prese con i focolai familiari. Alcuni derivano da contatti con i Paesi dell’Est Europa considerati a rischio, altri invece sono “autoctoni”. Altri ancora si possono considerare spenti dal punto di vista epidemiologico, mentre negli ultimi giorni ne sono stati rilevati altri tre. Sono cinque in totale, quelli censiti nel Friuli Occidentale, e sul loro controllo si sta concentrando il lavoro del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria. 

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I CLUSTER ATTIVI
In queste ore l’azione di tracciamento dei contatti per l’imitare la propagazione del contagio da Coronavirus in provincia di Pordenone si concentra su alcuni focolai familiari emersi negli ultimi giorni della settimana. Si parte dal caso di Brugnera, dove a risultare contagiata è una famiglia di origini moldave. I positivi nell’epicentro del cluster familiare sono arrivati a quota tre, tutti in isolamento domiciliare. Si sta lavorando per ricostruire tutta la rete di contatti, ma la situazione è definita come sotto controllo. Ieri, invece, sono aumentati i positivi di Porcia. Dopo un primo caso, riguardante un cittadino con origini riconducibili ai Paesi dell’Europa orientale, sono risultati positivi due membri di una famiglia italiana, i quali però secondo le informazioni diffuse dalla Regione, avrebbero avuto contatti proprio con i Paesi dei Balcani definiti a rischio epidemiologico. Ora proseguiranno le attività di tracciamento per verificare tutti i contatti avuti dalla famiglia che ora si trova in isolamento. Infine, a Spilimbergo sono positivi e in isolamento due membri di una famiglia italiana. È il terzo caso in provincia, monitorato e attualmente sotto controllo. 

I FOCOLAI SPENTI
Il primo vero focolaio familiare della provincia è stato quello di San Quirino, scoppiato all’inizio del mese di luglio. Ha portato anche una persona in ospedale, ma fortunatamente ora l’allarme è rientrato. Nel paese dei Templari è rimasto solamente un cittadino positivo al Covid-19, in isolamento a casa. Si attende l’annuncio per tornare Covid free. C’è infine il focolaio di Casarsa, che dal punto di vista clinico è stato il più preoccupante. La catena dei contagi si è già interrotta, ma due membri (padre e figlio) di una famiglia albanese sono ancora in Terapia intensiva. Un terzo è ricoverato in Malattie infettive a Udine mentre altri tre sono ancora positivi in isolamento domiciliare.  Ultimo aggiornamento: 14:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA