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Si mette in moto una rete protettiva per le figlie di Betta uccisa dal loro papà

Venerdì 17 Giugno 2022 di C.D.M.
Elisabetta Molaro, uccisa dal marito

CODROIPO - A Codroipo si è messa in moto la grande macchina silenziosa della solidarietà e dell'affetto, per garantire alle figlie di Elisabetta Molaro e Paolo Castellani un futuro il più possibile sereno e sicuro, al riparo dall'onda d'urto di una tragedia immane come il femminicidio. Il Comune retto dal sindaco uscente Fabio Marchetti, i servizi sociali con la regia dell'Asp Moro, coordinati dalla responsabile Anna Catelani, la parrocchia, la scuola, i familiari, gli amici, i vicini di casa. Una risposta corale. Fin da subito si sono attivati i servizi sociali, entrati in una scena di grande dolore in punta di piedi. Le bambine sono con la nonna materna Petronilla, ma ad accompagnare il loro percorso ci sono sempre stati anche i professionisti dell'Ambito, che ha uno staff di assistenti sociali e psicologi: mercoledì in particolare c'è stato un supporto e un monitoraggio capillare, che si è chiuso con un'ultima telefonata al Comune verso l'ora di cena. La situazione viene descritta come tranquilla.

LA COMUNITÀ
«La comunità sta reagendo e lo sta facendo anche in modo costruttivo per sostenere la famiglia e le bambine. Adesso le famiglie e i genitori del paese ci hanno chiesto che ci mettiamo in rete anche noi», dice il parroco, don Ivan Bettuzzi. «Anche alla parrocchia è stata chiesta la disponibilità per sostenere le bambine e l'abbiamo data, nei tempi e nei modi che saranno possibili, perché ci sono altri passaggi che devono avvenire. Siamo disponibili a dare un sostegno laddove si renda necessario. Penso per esempio a un sostegno educativo, alle comunità estive... A tutto quello insomma che può aiutare le bambine a ritrovare la normalità. Ma al momento è tutto interlocutorio. Noi ci siamo». Ieri al Comprensivo di Codroipo c'è stato già un passaggio importante per ricostruire la normalità di cui parla don Ivan. «Un incontro con le famiglie delle classi delle bambine, i docenti, i dirigenti e lo staff, assieme allo psicopedagogista dell'istituto», come spiegava ieri mattina Erminia Salvador, la dirigente del Comprensivo, dove studiano le figlie di Elisabetta e Paolo. Una tappa di un percorso «di accompagnamento per la scuola, per vedere come gestire questa situazione». La notizia del femminicidio, infatti, ha travolto anche la scuola, dove Elisabetta Molaro era rappresentante di classe, come «un fulmine a ciel sereno», come aveva detto mercoledì la stessa Salvador, che subito aveva cercato il modo di portare la vicinanza sua e dell'istituto alla famiglia.
Anche il pensiero di Sergio Chiandotto, amico di Paolo Castellani, va alle bambine, per partecipare a suo modo alla rete solidale del paese. Ma, aggiunge, «la prima cosa che vorrei fare è trovare un modo per poter incontrare Paolo. Non so se sia possibile. Ma vorrei andare a parlagli per fargli sentire che, al di là della tragedia di quello che ha fatto, ci sono ancora persone che pensano anche a lui. Penso che anche altri amici vorrebbero incontrarlo. Perché il timore è che possa avere dei brutti pensieri».

IL CORDOGLIO
La famiglia da cui proviene Elisabetta era stata già colpita da un terribile lutto nel 2003, quando il cugino Sandro Beltrame di Talmassons, figlio di Vincenzo e Lidia, era morto in un incidente automobilistico. Il sindaco di Talmassons Fabrizio Pitton esprime il suo cordoglio per questa nuova tragedia: «Un ulteriore lutto che colpisce ancora una famiglia. Il primo pensiero va alle bambine. Oltre al fatto gravissimo che è accaduto, c'è una famiglia distrutta. La comunità dovrà stringersi attorno a queste piccole. Sono vicino alla famiglia di Vincenzo Beltrame e Lidia Driutti».

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