Ruba il profilo Facebook della parlamentare Vannia Gava: oscurata

Mercoledì 6 Maggio 2020 di Redazione
Vannia Gava, parlamentare di Sacile
SACILE - La parlamentare sacilese Vannia Gava vittima di cybercrime, un crimine informatico, che nel suo caso si configura come furto di identità. Qualcuno le ha rubato l’identità per creare un profilo Facebook parallelo, che non aveva nulla a che fare con l’esponente della Lega Nord in questi giorni impegnata in Commissione a Roma. «Un paio di persone mi hanno avvertito - spiega Vannia Gava - Una signorina mi aveva copiato esattamente nome e cognome, da notare che il mio nome ha già un errore di suo (la doppia “n”, ndr), pertanto è assolutamente unico. Il fatto è che pubblicava contenuti e servizi diversi dai miei. Io non riuscivo a entrare, evidentemente aveva messo dei filtri per impedirmelo». SOSPETTA CYBERTRUFFA
Lunedì mattina la parlamentare si è messa in contatto con la Polizia Postale di Pordenone, che ha subito individuato il profilo Facebook, dove l’immagine di profilo mostrava una giovane donna in costume. Chi ha potuto accedervi, ha appurato che la donna inviava richieste di amicizia a sfondo sessuale invitando a cliccare su un link. È molto probabile che si trattasse di una truffa e che cliccando sul link si consentisse alla falsa Vannia Gava di accedere a dati personali contenuti nel proprio computer o nel telefonino. Capita spesso, infatti, che questo genere di cybertruffe vengano perpetrate utilizzando i nomi di personaggi famosi, così da stuzzicare la curiosità dell’utente. Il nome della parlamentare sacilese, in effetti, è unico e in molti lo memorizzano per via dell’insolita doppia enne. In caso di una richiesta di amicizia, avrebbero potuto cadere nel tranello del truffatore o della truffatrice cliccando distrattamente il link senza rendersi conto che la donna del profilo non aveva nulla a che fare con l’onorevole di Sacile.
OSCURATO
Da ieri mattina il falso profilo Facebook è sparito. La parlamentare della Lega ne ha dato notizia con un certo sollievo: «Ringrazio la Polizia Postale di Pordenone per la solerzia e la competenza dimostrata nell’affrontare un caso odioso che mi riguardava - ha fatto sapere sui social - Ora il mio impegno si sposta in aula per continuare con nuovo entusiasmo nella lotta a questi fenomeni di cybercrime così diffusi. Il Governo deve mettere le forze dell’ordine nelle condizioni di poter perseguire i responsabili, imponendo anche precisi obblighi di collaborazione con gli inquirenti ai gestori di siti internet, social e spazi di condivisione online. I cittadini devono poter vivere in serenità, senza timore di vedersi accostati ad immagini sgradevoli o peggio tentativi di truffa. Questa gente senza scrupoli, deve pagare, sempre!».
SANZIONI ADEGUATE
Oltre a battersi affinchè le forze dell’ordine possano aver strumenti adeguali per combattere i crimini informatici, sempre più diffusi, la Gava assicura il suo impegno in Parlamento per fare in modo che gli autori di questi odiosi reati abbiano adeguate sanzioni quando vengono individuati e portati a processo.
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