Rogo in fabbrica di vernici e solventi, scattano i rilievi dell'Arpa per aria e terreni

Venerdì 24 Gennaio 2020 di Alberto Comisso
I vigili del fuoco mentre spengono l'incendio scoppiato l'altra notte nella fabbrica di Brugnera

BRUGNERA«Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo per il livello delle Pm10 nell’aria che si è abbassato, che un incendio, scoppiato a quanto sembra per cause accidentali, ha sicuramente riportato i livelli su una soglia di attenzione». E’ preoccupato il sindaco Renzo Dolfi, uno tra i primi martedì notte ad essere arrivato in via Lino Zanussi del cuore della zona industriale di Brugnera, dove è andato distrutto il magazzino della Innolac. Un danno da 300mila euro.
L’ARIA
«Attendiamo i risultati dei rilievi dell’Arpa prima di dare sentenze – sostiene il primo cittadino – ma credo che, dopo il rogo dell’altra sera, l’inquinamento dell’aria sarà nuovamente salito: era impressionante il fumo nero che si alzava verso il cielo». Dolfi stava rientrando a casa dopo una riunione quando, a distanza, ha visto dei bagliori. «Quando sono arrivato sul posto – spiega – c’erano poche persone. I vigili del fuoco sarebbero arrivati di lì a qualche minuto. Vedere il magazzino dell’azienda che stava bruciando era qualcosa di impressionante. La struttura era completamente avvolta dalle fiamme: ho temuto che la situazione potesse peggiorare. I miei complimenti vanno ai pompieri che, con un lavoro incessante, hanno domato l’incendio ed evitato che potesse propagarsi al sito produttivo». A quell’ora Dino Speretta, che abita proprio vicino alla fabbrica, si trovava a Tamai. «Sono stato contattato da uno dei titolari dell’azienda, che mi supplicava di correre. Gli impianti antincendio, divisi in tre linee, erano chiusi. Non sapeva come aprirli. Temeva – sottolinea – che l’acqua dei mezzi dei vigili del fuoco non sarebbe stata sufficiente a contenere il rogo». Speretta, capita la situazione, è corso immediatamente in via Lino Zanussi. «Per strada – ricorda – vedevo del fumo che si stava alzando. Ho immaginato che la situazione fosse critica. Conosco l’impianto antincendio e, con l’aiuto dei pompieri, non ho avuto difficoltà ad aprirlo». 
I TITOLARI
I titolari della fabbrica hanno seguito con apprensione, sino a notte fonda, le operazioni di spegnimento del rogo. Gianpaolo Lion, di Mansuè, non riusciva a darsi pace: «Ero a casa con mia figlia – osserva – quando un mio rappresentante mi ha contattato. Dalla sua voce ho intuito che fosse successo qualcosa alla Innoloc. Mentre mi vestivo e facevo la strada in macchina ho chiamato i miei soci. «Abbiamo rilevato questa realtà da un fallimento – precisa – e abbiamo investito parecchie risorse per riportarla a livelli produttivi eccellenti. Fortunatamente l’area di produzione non è stata intaccata dall’incendio, pertanto l’attività non si blocca. Abbiamo parecchie consegne da effettuare e, proprio per questo, non possiamo permetterci di rallentare». C’è tuttavia un problema di approvvigionamento di vernici e solventi. «Le scorte – osserva Lion –sono andate completamente bruciate. In base alle necessità, e in attesa di una sistemazione provvisoria, ordineremo l’indispensabile». Ancora un incendio, dunque, a Brugnera. Il 18 novembre scorso ad andare completamente a fuoco era stata la Lavas di via Mazzini. Dell’azienda, che produce serramenti ed infissi in alluminio, non si era salvato niente. Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, giunti in forze con 33 uomini e 14 automezzi, aveva evitato che il rogo si propagasse ai vicini uffici. Dietro a quel rogo c’era l’ombra del dolo. L’azienda, che a Brugnera era attiva da più di 20 anni, non utilizzava - a parte dello spray (in bomboletta) per le rifiniture - prodotti infiammabile. E tanto meno all’interno del capannone venivano tenuti materiali (grezzi e finiti) che, se a contatto con il fuoco, possono facilmente incendiarsi. Le fiamme avevano divorato macchinari, mezzi, il materiale in magazzino, quello che era ormai pronto per essere consegnato e gli imballaggi.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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