«Ripartenza poderosa»: l'export porta in alto le imprese pordenonesi

Giovedì 23 Dicembre 2021 di Lara Zani
Imprese friulane, l'export regge

PORDENONE - «Dal punto di vista economico, è stato un anno difficile, però nella difficoltà abbiamo trovato una modalità di adattamento del sistema che ci ha permesso prima di resistere e poi di ripartire in modo poderoso: siamo il territorio che esporta più di tutti in Italia, ma non mancano le preoccupazioni». Tira così le somme il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti dopo il secondo anno della pandemia. E disegna il modello di una associazione «sempre più inclusiva, al servizio delle imprese associate, ma anche al fianco dei decisori e dei cittadini, per affrontare con determinazione e condivisione, su più versanti, un presente, ma soprattutto un futuro imminente, sul quale la pandemia sta addensando nubi minacciose».

I VACCINI

Procedono attualmente al ritmo di 500 al giorno le vaccinazioni nell'hub di Real Asco Park, portate avanti con la collaborazione della Croce rossa guidato da Giovanni Antonaglia e in accordo con le organizzazioni sindacali. Da gennaio la struttura dovrebbe entrare a pieno regime e raggiungere le mille iniezioni. Nel corso della pandemia sono stati effettuati circa 300mila tamponi rapidi nelle aziende e inoculate 12mila dosi di vaccino ai lavoratori. Da gennaio, un'altra novità: con un'ambulanza della Cri si andranno a effettuare le vaccinazioni direttamente nei Comuni della zona montana, a favore soprattutto degli anziani.

SICUREZZA

Nel 2021 sono stati sottoscritti con le organizzazioni sindacali il protocollo per la tutela dei lavoratori nelle fabbriche durante la pandemia e quello che ha come obiettivo arrivare a zero morti sul lavoro in due anni, con la responsabilizzazione e il coordinamento delle attività degli Rls nelle fabbriche, l'ampliamento del ruolo degli organismi paritetici e la costituzione di un fondo per familiari delle vittime di infortuni mortali. Per il 2022 sono cantierizzati accordi sulla sicurezza e costituzione della scuola per la formazione alla sicurezza dedicata ai rappresentanti dei lavoratori e ai lavoratori stessi interessati a una maggiore sensibilizzazione sui temi della salute in fabbrica.

CONDIVISIONE

Fra i temi, quello della partecipazione dei lavoratori nelle imprese: «Stiamo lavorando per aumentare le forme di partecipazione nelle aziende. Io sono convinto che il modello tedesco sia quello ottimale. Lo stiamo già sperimentando da qualche mese a Pordenone e a Gorizia». Confindustria Alto Adriatico, inoltre, ha partecipato attivamente alla gestione delle crisi con forme concordate e non traumatiche delle criticità occupazionali come quelle di Zml e Presotto. Per il 2022 l'obiettivo è quello di ampliare ancor più lo spettro degli accordi che permettano una maggiore partecipazione dei lavoratori tramite condivisione di informazioni relative alle decisioni strategiche assunte dai CdA delle imprese.
Sul fronte degli Its, i percorsi post diploma, il 2021 ha portato l'attivazione di quattro nuovi corsi per sviluppatore software (tre nel pordenonese e uno ad Amaro) e la prosecuzione dell'attività di orientamento degli studenti. Sono state annunciate anche nuove modalità di accesso che permettano la conciliazione dei tempi studio lavoro tramite, ad esempio, dei corsi serali e si lavora anche all'individuazione di forme contrattuali su misura dedicate a coloro che escono dagli Its. Sanità. Confindustria si candida a interlocutore per la gestione della sanità pubblica e respinge le indiscrezioni sul futuro del Cro: «Penso che non diverrà mai l'oncologia dell'ospedale di Pordenone perché il Cro non è della provincia di Pordenone, semmai e quantomeno è di tutto il Fvg e, pertanto, deve poter intrattenere rapporti con tutti gli ospedali della regione».
 

Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre, 12:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA