Tonfo elettorale, nel Pd friulano è l'ora della resa dei conti: in direzione Shaurli è pronto a dimettersi

Giovedì 6 Ottobre 2022 di Loris Del Frate
Cristiano Shaurli

Segretario regionale, Cristiano Shaurli, dimissionario; individuazione di un autorevole e condiviso “traghettatore” per portare il partito alle elezioni regionale e amministrative della primavera 2023, magari coadiuvato da un gruppo di iscritti. Più difficile l’ipotesi di un congresso a passo di carica, perché bisognerebbe gestire in contemporanea il percorso congressuale e quello elettorale, compreso il delicato passaggio delle alleanze. A meno che Roma non lo imponga. 


DENTRO IL PARTITO


A sentire le voci dentro il Partito democratico, è questo lo scenario in cui si celebrerà la Direzione del partito sabato prossimo a Palmanova. In verità, il nodo potrebbe essere sciolto oggi dalla Direzione nazionale che, definendo i tempi per il congresso nazionale prefigurato dal segretario dimissionario Enrico Letta, potrebbe delineare anche il percorso da attuarsi nelle regioni che andranno al voto nei primi mesi del 2023, ovvero Lombardia e Lazio, tra gli altri, insieme al Friuli Venezia Giulia. La lettera di convocazione della Direzione di sabato è stata firmata dalla presidente dell’Assemblea Pd, la senatrice Tatjana Rojc. Di per sé un atto possibile e già avvenuto in passato, ma in questa circostanza potrebbe dire qualcosa di più rispetto allo stato della segretaria regionale, posto che la Direzione è l’organo strettamente connesso al segretario, che la presiede. Del resto il partito, nelle sue articolazioni territoriali, ha gli occhi puntati sui prossimi passi, convinto che il 18,4% di consensi confermato alle consultazioni politiche del 25 settembre sia un risultato che va implementato e non disperso e che per il 2023 occorra costruire un’alternativa competitiva al centrodestra, per non lasciare al presidente uscente Massimiliano Fedriga, sempre ammesso confermi il bis e non sia chiamato a Roma per posizioni di governo come alcuni insistono a ipotizzare, la strada spianata. 


LE RICHIESTE


Non è escluso che una parte del partito chieda a Shaurli di restare e di assumere il ruolo di traghettatore, anche se diversi elementi spingerebbero gli osservatori del partito a pensare che il percorso possa essere diverso. Sia perché Shaurli stesso pare provato dalle performance del Pd sotto le aspettative, sia perché la base chiederebbe un cambio, puntando su amministratori locali, considerati più a diretto contatto con i cittadini e, quindi, forse in grado di immettere nei Dem nuova linfa. L’appassionata campagna elettorale delle candidate all’uninominale, dalla sindaca di Treppo Grande Manuela Celotti alla consigliera di Cormons Gloria Favret alla segretaria provinciale di Trieste Caterina Conti, sembra essere stata quasi una prova generale su come rianimare il partito. 


IL TRAGHETTATORE


In attesa delle indicazioni romane – congresso obbligato prima delle regionali o possibilità di gestire in altro modo il partito in questi mesi -, le realtà provinciali hanno provato a dare spessore all’ipotesi del traghettatore, definendone almeno in parte il profilo: dovrebbe essere una figura che non punta a candidarsi in Consiglio regionale, perché altrimenti avrebbe una posizione di favore rispetto al resto dei candidati; ben accetta dalla diverse anime del partito; disponibile a lavorare parecchio, perché l’impegno non è di poco conto. Auspicabile, poi, il gruppo d’appoggio, con alcuni amministratori locali che avrebbero già dato una certa disponibilità. In vista delle regionali, infatti, per cercare di costruire l’alternativa al centrosinistra, il Pd dovrebbe farsi promotore di un’interlocuzione ad ampio spettro nel centrosinistra, lasciando nel caso ai possibili alleati – da M5S a Terzo Polo, passando per Verdi, Sinistra e Autonomisti – l’onere di declinare il tentativo di costruire una coalizione, unica possibilità di farcela nella sfida.

Ultimo aggiornamento: 10:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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