Proposta di Electrolux, addio agli straordinari al sabato e giornata di nove ore

Domenica 9 Febbraio 2020 di D.L.
L'ingresso dello stabilimento Electrolux di Porcia

PORDENONE - Dopo dieci anni alla Electrolux si torna a negoziare per rinnovare il contratto aziendale di gruppo, cioé valido per tutti gli stabilimenti italiani del colosso svedese dell’elettrodomestico. L’accordo integrativo - seppure aggiornato nel tempo nella parte salariale - era rimasto “congelato” per tutto l’ultimo decennio: un periodo in cui la multinazionale e il sindacato, con il governo, hanno raggiunto le intese che hanno evitato licenziamenti e la chiusura della fabbrica di Porcia che nel 2013 era di fatto già “segnata”. Superati gli anni della terribile “bufera”, scongiurata la chiusura dello stabilimento pordenonese e quasi azzerati gli esuberi si è tornati agli investimenti e ora anche alla richieste di aumento salariale (la richiesta indicata nella proposta è di 1.300 euro lordi annui) da parte dei sindacati. Dopodomani è in calendario il primo incontro tra i vertici Electrolux e le organizzazioni di Fim, Fiom, Uilm nazionali e locali. Un vertice che la società ha voluto organizzare proprio nel sito produttivo di Porcia. Un’occasione anche per fare visitare - in particolare ai vertici nazionale del sindacato dei metalmeccanici - la Innovation Factory e gli atri centri di ricerca innovativi che negli ultimi anni sono cresciuti. Il primo incontro sarà soltanto “esplorativo”, cioé le parti cominceranno ad “annusare” l’aria una volta che il sindacato avrà messo sul tavolo la propria piattaforma.

LA VIGILIA
Ma proprio alla vigilia dell’avvio del negoziato nella fabbrica di Porcia si è aperta una vertenza sull’orario. Nell’ambito del confronto tra la direzione dello stabilimento e le Rsu di fabbrica sull’organizzazione del calendario produttivo basata sui volumi presunti per l’anno da poco iniziato l’azienda ha avanzato una richiesta che modifica l’assetto orario tradizionale: anziché lo straordinario nei sabato mattina la proposta è per le nove ore infrasettimanali. Una richiesta che vale per gli ultimi quattro mesi dell’anno, cioé per il periodo in cui da sempre la fabbrica registra un picco di volumi produttivi. Aumento di volumi che, per lunghissimi anni, è stato sempre gestito attraverso lo straordinario il sabato mattina, da settembre a dicembre a seconda delle quantità di lavatrici da produrre. La richiesta delle nove ore infrasettimanali in alternativa al sabato è motivata da un risparmio nei costi. Il sabato lo straordinario è pagato con indennità del 50% in più, mentre le ore in più svolte nei giorni della settimana sono pagate il 25% in più. Inoltre altri risparmi deriverebbero dalla non apertura della fabbrica il sabato mattina, con i relativi servizi come la mensa. Il sindacato si è riservato una risposta che dovrà essere discussa in un nuovo incontro nei prossimi giorni. La giornata di nove ore nei periodi di alta produzione fa discutere il sindacato di fabbrica anche al proprio interno. Con un’organizzazione, la Uilm, più rigida e orientata a chiedere all’impresa un dietrofront e le altre due - Fiom e Fim - più disponibili a trattare e a chiedere in cambio modifiche nei periodi di ferie estive magari escludendo la settimana di ferragosto. Può essere che l’azienda voglia “testare” su Porcia un nuovo assetto orario che - se dovesse passare - poi estenderebbe a tutte le altre fabbriche. Di certo il tema dell’orario sarà anche il principale nodo della trattativa per l’integrativo di gruppo. L’azienda non ha mai nascosto che l’obiettivo è ottenere maggiore flessibilità e “mano libera” sugli orari senza passare da accordi volta per volta. Intanto sempre a Porcia a marzo, e per due mesi, si tornerà all’orario ridotto di sei ore con l’utilizzo dei contratti di solidarietà ancora in essere. Ma la vera partita che si aprirà martedì è quella sui futuri orari, quando gli ammortizzatori sociali saranno finiti.

Ultimo aggiornamento: 09:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA