Insegnanti, oltre alle lezioni anche 80 ore di burocrazia

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Sara Carnelos
Insegnanti, 80 ore di burocrazie

 I docenti sono prigionieri della burocrazia, di un lavoro sommerso, fatto di collegi docenti, riunioni di dipartimento, consigli di classe, riunioni con le famiglie per i diversi disturbi di apprendimento, ma soprattutto montagne di carte. “Schede, verbali, programmi da realizzare, in itinere e svolti, monitoraggi continui, incontri, riunioni, aggiornamenti, tutoraggi, assistenze, confronti. E chi più ne ha ne metta. Sono le tantissime ore passate dagli insegnanti fuori dall’aula. Il contratto ne prevede 80, più altre ulteriori obbligatorie, come gli scrutini. Ma sono molte di più, tanto che si parla di docente-burocrate, che spesso deve fare i salti mortali per far quadrare tutte le attività assegnatogli”, dichiara Pacifico, leader dell’Anief. Sempre più insegnanti si lamentano per i troppi progetti, riunioni e adempimenti. A questo si aggiunge la perdita di un ruolo sociale. 

IL SOCIALE
“Nemmeno a livello sociale – spiega Bellomo, segretario provinciale della Flc-Cgil – la mansione del docente viene riconosciuta come un tempo e questo è legato anche ai bassi stipendi non commisurati con i sostanziosi impegni”. Al momento non ci sono buone nuove, né sul fronte stipendiale, né sull’intento di stabilizzare, come se in fondo, la classe docente, dovesse restare sottopagata e oberata, da qui, le tante defezioni, come rinunce agli incarichi. Non si contano più le attività extra-didattiche che i docenti devono affrontare ogni giorno. “Si tratta di attività sommerse scippano molto tempo e non sono riconosciuti nel contratto, come del resto le verifiche e la preparazione delle lezioni. Un tempo si preparava una verifica per classe, al massimo due file diverse, oggi ci sono diversi casi di disturbi specifici dell’apprendimento o disabilità che devono avere la giusta attenzione, con materiale didattico mirato e verifiche ad hoc. Il lavoro dell’insegnante è incrementato in modo esponenziale, ma non è riconosciuto, resta sotterraneo e dovuto. 
IL CAMBIO
“E’ vero che oggi la scuola è cambiata e dunque servono nuove competenze e altrettante attività da portare avanti, ma è altrettanto vero che l’insegnante dovrebbe concentrarsi per lo più sulla sua funzione originaria, ovvero quella prettamente didattica”, fa sapere Pacifico e aggiunge “siccome questo non avviene, poiché la professione del docente è diventata ben altro rispetto a quella tradizionale, sarebbe giusto e logico che lo Stato provveda a tenere conto di tutto questo operato attraverso l’assegnazione di precisi emolumenti.” Ancora di più perché in Italia i docenti percepiscono cifre mensili tra le più basse a livello nazionale, come ha stabilito solo qualche giorno fa l’Aran mettendole a confronto con gli altri comparti pubblici, ma anche molto al di sotto delle medie degli stipendi europei. Con prospettive di incremento del tutto insoddisfacenti. 
INDENNITÁ
“Tra le indennità inserite nella nostra piattaforma contrattuale – dice Marcello Pacifico, presidente Anief – figura prima di tutto di rischio biologico, che è momentanea al tempo del Covid e comprende anche un minimo giornaliero per svolgere didattica in presenza”. “Poi – continua Pacifico - c’è il rischio burnout che si lega anche al tema delle pensioni, giacché il governo dovrebbe affrontare il problema di individuare una finestra di anticipo dell’età pensionabile per il personale della scuola. Anche perché per i docenti il burnout, derivante da condizioni di lavoro “stressogene” piuttosto frequenti, rimane una delle condizioni a cui è più esposto. Come pure serve inglobare nello stipendio una indennità di sede, da dare a chi è costretto a lavorare lontano dalla propria residenza senza alcun supporto aggiuntivo. E poi va assegnata l’indennità di incarico, che andrebbe a sancire quella parità di trattamento, rispetto al personale di ruolo, sancita dal contratto collettivo per ristorare i precari dopo tre anni di contratti a termine”, conclude il leader dell’Anief.

 

Ultimo aggiornamento: 07:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA