L'allarme degli artigiani: sono spariti elettricisti e saldatori

Venerdì 23 Settembre 2022
Non si trovano più saldatori
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FRIULI  Dal panettiere al carrozziere. Dal saldatore all’operaio specializzato passando per i camerieri e in generale tutti gli addetti di bar e ristoranti. Cuochi compresi. È il Friuli Venezia Giulia la regione italiana in cui le aziende fanno più difficoltà a trovare lavoratori. È quanto emerge dall’indagine, aggiornata a settembre 2022, elaborata dall’Ufficio studi di Confartigianato nazionale attingendo a dati Excelsior e relativi a tutte le tipologie di imprese, non solo quelle artigiane. Inoltre, la condizione in regione è ulteriormente peggiorata rispetto al settembre 2021.
I DATI
Quest’anno è difficile reperire il 52,3% delle figure professionali che si cercano, ben un 5,3 punti in più rispetto all’anno scorso e, addirittura, quasi 10 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale, che si ferma al 43,3%. Una condizione pienamente confermata dalle rilevazioni condotte dall’Ufficio studi di Confartigianato - Imprese che nella congiunturale di luglio ha rilevato come la prima preoccupazione per le imprese artigiane con dipendenti, prima ancora del caro bollette, è quella legata alla difficoltà a reperire manodopera nei profili richiesti: un problema segnalato dall’81,8% degli intervistati.
LA FOTOGRAFIA
«Questa fotografia ha diverse cause – commenta il presidente di Confartigianato Graziano Tilatti -: pesa indubbiamente l’ormai storico calo demografico del Friuli Venezia Giulia congiunto a un invecchiamento significativo della popolazione. A ciò s’aggiunge una tendenza culturale che ancora non valorizza a sufficienza la formazione tecnica e quella del saper fare, con la conseguente formazione di addetti in numero non sufficienti alle richieste del mercato». 
LE OPPORTUNITÁ
«In questa condizione - prosegue il presidente Tilatti, è bene però ricordare ai giovani e a chi sta valutando la propria posizione lavorativa che scegliere di lavorare in un’azienda artigiana è una sfida ricca di opportunità: innanzitutto l’ambiente di lavoro è familiare e i rapporti umani sono al primo posto; nelle piccole e medie imprese il tasso di innovazione e creatività è elevato, perché questi elementi sono leva fondamentale per la competizione. Non da ultimo, queste imprese rappresentano anche una scuola di formazione preziosa per chi un domani potrebbe scegliere di diventare esso stesso imprenditore».
LE FIGURE
All’appello mancano decisamente tante figure professioni che fanno la differenza.

Non a caso la Regione ha deciso di fare alcuni corsi di formazione per cercare di recuperare, ma i numeri sono decisamente alti. Si va dai panettieri fino ai carrozzieri. Per quanto riguarda i primi c’è subito da dire che lo spropositato aumento delle bollette rischia di far chiudere gran parte dei forni artigiani a vantaggio di quelli industriali che ovviamente fanno un prodotto di qualità più bassa. Ma all’appello non ci sono neppure saldatori, una delle categorie professionali più ricercate e ben pagate, anche se si tratta di un lavoro decisamente faticoso e complicato. Ci sono squadre di lavoratori stranieri provenienti dalla Romania, Ungheria, Serbia in generale dai Paesi dell’Est Europa che hanno di fatto preso in mano gran parte dei lavori in regione. Arrivano il lunedì e ripartono per casa il venerdì. Sono organizzati e lavorano bene. Ora che la stagione estiva è chiusa la “fame” di camerieri, baristi e in generale di gran parte del personale alberghiero e dei ristoranti è praticamente terminata, ma il problema si sta ripresentando per la stagione invernale: in Friuli Venezia Giulia la stima del bisogno - super bollette permettendo - si aggira intorno alle 900 - 1200 unità. Una situazione, dunque, ad alto rischio anche a fronte del fatto che anche una buona parte di stranieri se n’è andata dalla regione.

Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 11:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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