Crisi, allarme disoccupati, torna l'incubo lavoro a Pordenone. Udine traina, bene anche Trieste e Gorizia

Domenica 4 Dicembre 2022 di M.A.
Crisi, allarme disoccupati, torna l'incubo lavoro a Pordenone. Udine traina, bene anche Trieste e Gorizia
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PORDENONE - Il Friuli Venezia Giulia nell'anno che coinciderà con l'azzeramento della crescita e con la contrazione dei consumi e del potere d'acquisto, assisterà a un calo della disoccupazione. Anzi, si parla addirittura di una performance in linea con le migliori macro-aree dell'Unione europea. La provincia di Pordenone no, non seguirà questa tendenza e perderà lavoratori. Sarà l'unica in tutto il Friuli Venezia Giulia a viaggiare controcorrente. E il timore che serpeggia sia tra gli imprenditori che negli ambienti sindacali è quello di essere di fronte a una dinamica già conosciuta in passato, consistente nella capacità del Friuli Occidentale di anticipare le dinamiche del mondo del lavoro.


I NUMERI
Lo studio è quello firmato dalla Cgia di Mestre.
Ed è fatto come sempre di numeri. Nel 2023, l'anno di riferimento su cui si focalizza la previsione dell'istituto mestrino, la provincia di Pordenone avrà 5.287 disoccupati, mentre il 2022 si chiuderà con 5.057 persone senza un lavoro. L'aumento segnalato dalla Cgia sarà di 230 unità, pari al 4,6 per cento sull'anno precedente. È l'unico fenomeno di questo genere in Friuli Venezia Giulia. La provincia di Udine, infatti, vedrà calare la quota di disoccupati di 386 unità, passando da 13.563 a 13.176 persone senza un lavoro. La provincia di Gorizia avrà 141 disoccupati in meno, mentre il territorio triestino rimarrà praticamente stabile, con una diminuzione delle persone senza un lavoro pari a sedici unità. Perché Pordenone sarà la provincia più colpita? La differenza la fa il tessuto stesso del territorio, con il settore manifatturiero che dal secondo Dopoguerra ha sempre fatto la parte del leone, dominando il contesto economico e produttivo. I grandi numeri dell'industria (si veda il caso Elcetrolux, tornato d'attualità a causa dei tagli annunciati dalla multinazionale degli elettrodomestici) sono più suscettibili alle oscillazioni dell'occupazione. E solitamente gli altri territori della regione seguono a ruota, ma con un po' di ritardo. Nel Friuli Occidentale, quindi, la crisi arriverà in anticipo anche sul fronte del lavoro.


IN REGIONE
In Friuli Venezia Giulia le previsioni economiche riferite al 2023 non saranno particolarmente rosee; la crescita del Pil e dei consumi delle famiglie, rispetto all'anno in corso, è destinata ad azzerarsi. Tuttavia il mercato del lavoro non subirà contraccolpi negativi. Anzi. Il numero delle persone senza lavoro subirà una leggerissima contrazione pari a poco più di 300 unità. il numero assoluto dei senza lavoro scenderà a quota 27.716 unità, mentre il tasso di disoccupazione calerà dal 5,7 al 5 per cento, contro una media nazionale che si attesterà all'8,4 per cento. Un dato in linea con le migliori performance registrate dalle regioni più avanzate in Unione europea.


LE CONSEGUENZE
«Sebbene non sia per nulla facile stabilire in questo momento i settori che nel 2023 rischiano di essere interessati dalle riduzioni lavorative - illustrano gli studiosi della Cgia - pare comunque di capire che i comparti manifatturieri, specie quelli energivori e più legati alla domanda interna, potrebbero subire dei contraccolpi occupazionali, mentre le imprese più attive nei mercati globali tra cui quelle che operano nella metalmeccanica, nei macchinari, nell'alimentare-bevande e nell'alta moda saranno meno esposte. Non solo, stando alle indicazioni di molti esperti e di altrettanti imprenditori friulani e giuliani, i trasporti, la filiera automobilistica e l'edilizia, quest'ultima penalizzata dalla modifica legislativa relativa al superbonus, potrebbero registrare le perdite di posti di lavoro più significative». La crisi pandemica e quella energetica, infine, hanno colpito soprattutto le partite Iva che, a differenza dei lavoratori subordinati, sono sicuramente più fragili.

 

Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 11:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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