La crisi picchia duro: milioni di barbatelle invendute e il settore dell'eccellenza va in difficoltà

Domenica 1 Agosto 2021 di Davide Lisetto
Una piantagione di barbatelle

PORDENONE - E Le difficoltà economiche causate dalla pandemia avrebbero aggravato la situazione anche nel comparto del vivaismo legato alla viticoltura. Un settore che in regione, già nell’ultimo quinquennnio, aveva registrato un calo del fatturato di oltre il 30% con quantitativi di produzione di piantine che rimanevano invenduti. Nell’ultimo anno la “botta” del Covid (con un drastico calo di richieste di barbatelle da parte delle aziende agricole) ha aumentato l’invenduto. Quest’anno il settore regionale dovrà distruggere (facendole diventare rifiuto e poi compost) tredici milioni di barbatelle. Vista la situazione il comparto aveva avanzato la richiesta di un sostegno alla Regione in occasione dell’assestamento di Bilancio.


IL COMPARTO


Buona parte delle barbatelle prodotte in Fvg sono “marchiate” Vivai Cooperaivi Rauscendo, uno dei poli produttivi mondiali di eccellenza. È chiaro dunque che circa il 90% delle piantine da distruggere sono state prodotte dal polo vivaistico pordenonese. «In seguito a questa situazione di sofferenza come Associazione vivaisti del Fvg - informa Eugenio Sartori, direttore dei Vivai Coop Rauscedo - avevano chiesto alla Regione qualche forma di sostegno al nostro settore. È stato un anno difficile, soprattutto sul mercato italiano, c’è stato un calo per diversi motivi della richiesta di barbatelle da parte delle aziende agricole. Inoltre, molti produttori vitivinicoli fortemente legati al settore degli hotel e dei ristoranti hanno rallentato l’attività. Ciò si è tradotto complessivamente in un calo del fatturato di un ulteriore 5% rispetto a quello, oltre il 30%, degli ultimi anni. In moltissimi anni il settore - aggiunge Sartori - non ha mai chiesto nulla. Stavolta ritenevamo che ci fossero le condizioni, con rammarico prendiamo atto che non c’è stato alcun sostegno».


LA DISPUTA


A farsi interprete della richiesta del settore era stato il consigliere Pd, Sergio Bolzonello. «Avevo depositato - ha affermato - un emendamento che prevedeva una misura di ristoro dei prodotti invenduti a fronte di un loro smaltimento certificato. Servono, al pari degli altri comparti produttivi regionali, azioni di sostegno strutturali capaci di avviare un rilancio. L’assessore Zannier ha dichiarato disponibilità ad affrontare la questione. Per questo ho ritirato l’emendamento consapevole di aver posto l’attenzione sul problema. La riproporrò in occasione dell’assestamento autunnale perché ne vale la tenuta del sistema e la sua competitività nel mercato internazionale». L’assessore all’Agricoltura Stefano Zannier è però chiaro: «Se a ottobre sarà presentato lo stesso emendamento non cambierà nulla. Siamo invece disponibili, nella prossima Finanziaria, a valutare interventi più generali e complessivi a favore di intere filiere produttive anche a fronte di crisi di magazzino con contributi una tantum. Ma rispetto alla sovrapproduzione di barbatelle rispetto al mercato, che continua almeno da quattro anni, il Covid non c’entra. Per questo in questa fase, nell’ambito della spesa corrente e non degli investimenti, è stato impossibile intervenire. Un intervento pubblico di diversi milioni in questo contesto cozzerebbe contro gli aiuti di Stato e rischierebbe la bocciatura a Bruxelles. A dicembre, in Finanziaria, valuteremo quali misure generali poter prendere, magari attraverso contributi di filiera che non “inciampino” nelle norme sugli aiuti di Stato».

 

Ultimo aggiornamento: 11:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA