Covid, l'oncologo Tirelli scende in campo: "Basta allarmismo, l'emergenza sanitaria è finita"

Mercoledì 22 Luglio 2020 di Redazione
Il professor Umberto Tirelli
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PORDENONE - Il professor Umberto Tirelli, luminare pordenonese dell'Oncologia, è intervenuto facendo il punto sull'emergenza sanitaria. Ecco la versione dell'esperto in un lungo scritto pubblicato sulla sua pagina internet personale. 

LE PAROLE
"Che l'epidemia da Covid-19 stia scemando nel nostro paese dovrebbe essere evidente un po' a tutti anche basandoci sull'accesso agli ospedali dove sono pochissimi i pazienti in terapia intensiva per Coronavirus, e già questo da diverse settimane, ma purtroppo la paura e l'ansia vengono ancora ben diffusi soprattutto da molti mezzi di comunicazione con, spesso, messaggi del tutto fuorvianti. Per esempio quando si parla di nuovi contagiati, dovrebbe essere ben chiaro che non si parla di nuovi malati ma di persone che nell'ambito dei vari controlli, in particolare con tamponi, sono risultati positivi, ma soltanto una piccola parte di questi contagiati svilupperanno una malattia da Covid-19, circa il 5-10% al massimo, mentre gli altri sono e rimarranno asintomatici. Inoltre molti di questi positivi ai tamponi sono poco o per nulla infettivi, come sostiene il Prof. Remuzzi direttore dell'istituto Mario Negri di Milano. Fortunatamente anche nelle opinioni e nei dati dei virologi, in particolare, per esempio del Prof. Arnaldo Caruso dell'Università di Brescia che è presidente della Società Italiana di Virologia, il virus si è indebolito, depotenziato e così anche diventa meno contagioso. Per quanto riguarda le prospettive future, nessuno è in grado di prevedere cosa succederà in ottobre-novembre. Basandoci sull'esperienza di un'altra epidemia da beta-Coronavirus come questa, che si verificò nel 2003, la SARS, esattamente dal novembre 2002 al luglio 2003, in Cina ed a Hong Kong, non ci fu nessuna ondata autunnale e il vaccino che era stato preparato non fu impiegato perché non c'erano più pazienti. L'epidemia era scomparsa spontaneamente. Tra l'altro un eroico medico italiano, il dr. Carlo Urbani, descrisse la SARS e trattò i primi pazienti e per questo ne morì. Spero non ci sarà alcuna ondata autunnale anche se nessuno lo può escludere e sarà probabilmente possibile avere dei singoli focolai che andranno accuratamente tracciati, isolati come è già d'altra parte avvenuto da noi ma anche in altri paesi, soprattutto per infezioni provenienti da altri paesi, come si sta verificando recentemente. È ovvio che i clandestini, addirittura positivi, non dovrebbero essere accettati nel nostro paese, come non avviene in nessun altro paese del mondo. Evidentemente la situazione che si sta verificando in tutto il mondo, in Brasile, negli Stati Uniti, etc. è molto preoccupante ma ricorda la nostra curva ascendente e non la situazione attuale, ed è dovuta anche alla mancata chiusura che invece si è verificata da noi per alcuni mesi. Sarebbe il caso che i telegiornali ed i giornali parlassero soprattutto della nostra situazione che è del tutto tranquillizzante e in via di controllo evidente così come in Francia, Spagna, Germania, etc. che si comportano esattamente come noi e mettessero poi in secondo piano quello che succede anche in Brasile e negli Stati Uniti, altrimenti la gente pensa che tutto quello che succede nel mondo si verifichi anche in Italia, il che non è proprio il caso". 
VECCHIO CONTINENTE
"Inoltre l'emergenza sanitaria in Europa è terminata o sta per terminare (in Francia verso il 25 di luglio) mentre da noi è prorogata al 31 luglio e forse al 31 dicembre il che non è un bel messaggio per coloro che volessero venire in Italia per turismo o per lavoro, con tutte le conseguenze negative sulla già disastrata situazione economica italiana. Vi sono altre problematiche che stanno insorgendo in coloro che sono guariti da Covid-19 e sono spossatezza, nebbia nella testa, disturbi della concentrazione e della memoria, dolori articolari diffusi, che ricordano la Sindrome da Fatica Cronica che è una patologia ben conosciuta e spesso post infettiva e che io ho descritto già 30 anni fa in Italia. Il prof. Garner, professore di malattie infettive alla Liverpool School of Tropical Medicine che si è infettato di Covid-19 ma che poi ne è guarito, riporta la sua esperienza di persona che oggi ha una Sindrome da Fatica Cronica post Covid, secondo quanto lui riferisce, che ricorda anche quello che avvenne dopo la SARS nel 2003 a Hong Kong dove molti sopravvissuti all'epidemia svilupparono una Sindrome da Fatica Cronica entro 3 anni come conseguenza dell'infezione da SARS. Anche Antony Fauci dell'NIH americano, uno dei più importanti immunologi mondiali e consigliere, anche se poco ascoltato, del Presidente Trump ha parlato della Sindrome da Fatica Cronica che insorge nei pazienti guariti di Covid-19 anche negli Stati Uniti. Anche in Italia è stata descritta questa patologia post Covid e noi alla Tirelli Medical Group abbiamo alcuni pazienti in trattamento per questa patologia con ossigeno-ozonoterapia che è in grado di trattare al meglio la Sindrome da Fatica Cronica anche al di fuori del Covid-19. Il tutto potrebbe essere dovuto ad un sistema immunitario "impazzito" che si è bloccato in uno stato iperattivo/disreattivo persistente che genera appunto questa sindrome. Infine va tenuto conto che questi dati positivi della epidemia in Italia non ci esentano dall'usare cautela, dal continuare ad avere quelle precauzioni che consistono sostanzialmente nel distanziamento sociale, nell'igiene personale, soprattutto nel lavarsi frequentemente le mani e nell'utilizzare la mascherina quando è necessario. Inoltre la carenza del personale medico ed infermieristico che è stata la causa principale della mancanza di posti letto per trattare il Covid-19 severo all'inizio dell'epidemia con le conseguenze disastrose che abbiamo visto (e molto meno in Germania per esempio dove il personale sanitario era numericamente adeguato), non si deve ripetere per affrontare al meglio le solite emergenze al tempo dell'influenza autunnale (che si ripetono ormai da molti anni, ben prima del Covid-19, con il solito assalto ai pronto soccorso ed ai reparti di medicina e pneumologia che subito si dimostravano insufficienti anche per la mancanza di personale sanitario) ma anche delle ferie estive. Infine ricordiamoci che tumori, infarti, ictus tra le altre malattie, incidono sulla mortalità molto di più che il Covid-19 nel nostro paese e il loro trattamento è stato spesso inficiato dalla mancanza del personale sanitario che ha portato un ritardo di interventi chirurgici, di indagini PET E TAC e al conseguente ritardo di diagnosi per esempio di tumori maligni, e alla chiusura dei reparti di terapia intensiva per queste patologie".  Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 08:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA