La regione resta “gialla”, dati in controtendenza

Sabato 20 Febbraio 2021 di Davide Lisetto
Medici impegnati nella somministrazione del vaccino antiCovid

 Visti i numeri in netto miglioramento nella settimana di riferimento (8-14 febbraio) erano davvero pochi i dubbi - anche se qualche indiscrezione su una retrocessione in arancione era circolata nelle ore precedenti - su un salto di colore per il Friuli Venezia Giulia. E dunque la quarta settimana consecutiva in zona gialla ieri è stata confermata. Merito dei parametri migliorati su tutti i fronti: in particolare il dato legato all’Rt sceso a 0,80, mentre resta ancora critico il dato dell’occupazione delle terapie intensive, ma l’esperienza mostra che è l’ultimo a calare con quello legato ai decessi. Il trend in miglioramento, sia rispetto ai contagi che riguardo all’occupazione dei posti letto nelle aree mediche, ha caratterizzato anche la settimana che sta per finire. Settimana che sarà riferimento per decidere il colore della settimana che si aprirà il primo marzo. Mese che potrebbe aprirsi con proroghe ulteriori sul fronte delle limitazioni del movimento tra regioni e sul coprifuoco alle 22. D’altra parte ieri il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità hanno “disegnato” un peggioramento generale della situazione in Italia con un Rt in risalita e appena sotto la soglia dell’1, superata già da dieci regioni. «Il miglioramento del quadro pandemico in regione - ha detto ieri sera il governatore Massimiliano Fedriga - testimoniato dalla riduzione dell’indice Rt e delle ospedalizzazioni sia in area intensiva che negli altri reparti, ha portato alla conferma della zona gialla per il Fvg. L’importante ora - ha poi sottolineato - è mantenere alta l’attenzione per evitare che la curva dei contagi possa subire nuove impennate».
IL QUADRO
Nel periodo 27 gennaio - 9 febbraio, a livello nazionale, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,99, in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che comprende l’uno. Questi i numeri principali dell’epidemia emersi dal monitoraggio settimanale dell’Iss. L’incidenza dei casi Covid in Italia a livello nazionale nella settimana di monitoraggio – spiega l’Iss in una nota – cresce rispetto alla settimana precedente: 135,46 per 100mila abitanti (8-14 febbraio) contro 133,13 per 100mila abitanti del periodo 1-7 febbraio (dati flusso ISS), “lontana da livelli (50 per 100mila) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti”. A livello nazionale salgono i contagi e con loro anche l’Rt e a tingersi di arancione per la prossima settimana sono soltanto Emilia Romagna, Campania e Molise, mentre Bolzano si conferma rossa e l’Umbria resta arancione, ma solo in parte, perché la provincia di Perugia e sei comuni di quella di Terni sono già in lockdown per decisione della regione. Sono tra Regioni e Province autonome hanno Rt maggiore di 1. Nell’ultima settimana di monitoraggio si osserva in Italia “un peggioramento nel livello generale del rischio”. Una Regione (Umbria) ha un livello di rischio alto, mentre sono 12 (contro le 10 della settimana precedente) le Regioni con una classificazione di rischio moderato: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Bolzano, Trento, Toscana e Val d’Aosta (di cui sei ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane), e le restanti otto con rischio basso. È quanto si legge nel report di monitoraggio settimanale della cabina di regia ministero della Salute-Iss. Dieci Regioni (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia, Liguria, Molise, Bolzano, Trento, Toscana e Umbria) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 di cui nove (tutte tranne la Basilicata) anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana precedente.
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