Titolare di una palestra scrive al mito della scherma e sottosegretario Vezzali: «Mettici la faccia, vogliamo lavorare». Finora tutto tace

Giovedì 8 Aprile 2021 di Mirella Piccin
La titolare della palestra Sunny Gym, Sandra Sist, di Azzano Decimo
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AZZANO DECIMO (Pordenone) - Il mondo dello sport, così quello delle palestre, si interroga su come ripartire quando si potrà riaprire. I danni provocati dalla pandemia sono forti e i ristori giunti non hanno regalato sorrisi. Molti cominciano a gridare aiuto “così non possiamo andare avanti”. Lei si chiama, Sandra Sist, 47 anni, titolare della palestra Sunny Gym Società sportiva dilettantistica con sede in località Cinque Strade ad Azzano. Si fa portavoce dei colleghi che come lei sono chiusi da oltre un anno, esclusa la parentesi dei 5 mesi (dal 18 maggio al 24 ottobre), che hanno permesso di lavorare a porte aperte. Lei oltre ad essere titolare di una palestra è consulente di altre strutture sportive, mamma e moglie. Così ha preso carta e penna ed ha scritto al sottosegretario allo sport, Valentina Vezzali, per avere delle risposte chiare in merito agli aiuti rivolti al mondo dello sport di base sia per i mesi di chiusura che per il rilancio post lockdown.

A BOCCA ASCIUTTA
La situazione è complicata. «Al momento - si sfoga Sist - i ristori arrivati non coprono neanche la perdita di un singolo mese riferito al 2019. Avremo piacere di conoscere la road map per poterci organizzare per il rilancio, e per dare delle risposte alle iscritte che hanno voglia di tornare in palestra. Soprattutto le "nostre over 65” che avendo poca esperienza con i dispositivi elettronici hanno scelto di non seguirci online. Le nostre iscritte più giovani si sono stufate della Dad e vorrebbero riprendere l’attività in modalità live. Stessa motivazione ce la danno tutte le persone che fanno smartworking. Credo sia importante che chi ci rappresenta- precisa Sist - stia al nostro fianco, ci supporti e ci dia speranza perchè sono oltre 12 mesi che lo sport non viene considerato come attività essenziale, mentre tutti gli studi scientifici ci dicono il contrario, e sottolineano quanto sia essenziale per la salute e la qualità della vita».

IN ATTESA
Sist ha scritto a una donna atleta donna e mamma. «La lettera alla Vezzali è del 27 marzo - chiarisce -. Non c’è risposta, forse arriverà. Nella lettera ho riportato le nostre preoccupazioni rispetto a ciò che fa il Governo per noi. Ho chiesto alla Vezzali di metterci la faccia. È vero che in questi ultimi 13 mesi ho portato le “squadre” di palestre che seguo - sottolinea - a re-inventarsi, organizzando ogni mese un nuovo piano di azione, facendo formazione, studiando, creando il piano rilancio per quando potremo riaprire (se tutti ce la faranno). Io ce la sto mettendo tutta, ma devo ammettere che dopo un anno di chiusura sono stanca e amareggiata - dice ancora Sist -. È stata approvata una riforma dello sport che se non verrà “aggiustata”, creerà ancora più danno di quando non ne stia facendo questa pandemia. Ho 47 anni come te cara Valentina, ho vinto molte partite nella mia vita, di genere diverso dalle tue (alcune importanti le ho perse) e ho sempre trovato nelle sconfitte e nelle difficoltà un’opportunità. Allora ascoltami, e scrivi, parla, comunica - conclude -. Abbiamo bisogno di sapere che c’è qualcuno che si sta prendendo cura di noi come io faccio con chi lavora con me e chi ci frequentaC.

 

Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 08:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA