Non solo Covid, allarme legionella ad Aviano: accertati già cinque casi

Mercoledì 29 Luglio 2020 di Lorenzo Padovan
L'Azienda sanitaria ha disposto test a tappeto
AVIANO - Almeno cinque casi di legionella sono stati accertati, negli ultimi giorni, ad Aviano: si tratta di persone appartenenti a diversi nuclei famigliari, tutti residenti nella medesima zona, nei pressi di Castello. Lo si apprende da fonti ospedaliere, che precisano che nessuno dei pazienti è in condizioni critiche, anche se il quadro clinico viene costantemente monitorato, soprattutto in considerazione dell’età avanzata di alcune delle persone colpite dal batterio. A rendere nota la notizia è stato ieri mattina il direttore de Il 13, Gigi Di Meo, che attraverso i social ha lanciato un appello all’amministrazione civica affinché spiegasse alla cittadinanza cosa stava accadendo. 

PRELIEVI D’ACQUA NELLE CASE
«Siamo stati informati da poco dell’esistenza del caso - ha reso noto, nel pomeriggio, il sindaco Ilario De Marco - e siamo in costante contatto con il Dipartimento di prevenzione. È importante che non ci sia allarmismo, perché la situazione è circoscritta (in un raggio di circa tre chilometri, ndr), anche se i contorni non sono ancora ben definiti». «Abbiamo appreso nella giornata odierna del rilievo, da parte dell’Azienda sanitaria, circa la possibile presenza di legionella ad Aviano - le parole del presidente di Hydrogea Giovanni De Lorenzi -. I tecnici dell’Asfo hanno eseguito i prelievi in casa delle persone che hanno presentato sintomi da legionella e dall’acquedotto, i cui risultati saranno resi noti lunedì. Fino ad allora non è possibile esprimere giudizi né opinioni circa l’accaduto. Da parte nostra, qualora emergesse la presenza di legionella nella rete, dovremo procedere ad una immediata sanificazione, ma fa parte del nostro mestiere e ci prendiamo la responsabilità di assicurare l’assoluta potabilità dell’acqua».

LA PRECISAZIONE
«Occorre, tuttavia, evidenziare che la presenza della legionella si verifica solitamente in circuiti chiusi tendenti a temperature anomale - il distinguo di De Lorenzi -. La legionella si rileva, infatti, a temperature tra i 25 e 55 gradi e sappiamo tutti che l’acqua non può essere distribuita, per legge, oltre i 25 gradi, dunque può presumersi che anche in questo caso sia dovuta ad accumuli d’acqua che si sono riscaldati, piuttosto che al basso consumo. L’utilizzo di scambiatori di calore nelle proprie abitazioni preclude la presenza batterica della legionella e anche immettere acqua, nella rete di casa, a temperature superiore a 60 gradi, fa morire questi batteri. Aspettiamo lunedì - conclude il presidente - anche se auspichiamo che, in considerazione dei diversi episodi accertati, ci possa essere una risposta ancora più celere». 

RISCHIO LEGIONELLA
Va ricordato che la legionella è presente negli ambienti acquatici naturali (fiumi, laghi, stagni, canali e sorgenti, anche termali), dove tuttavia raramente riesce a raggiungere concentrazioni così elevate da costituire causa di contagio. Il problema subentra quando il microorganismo contamina i serbatoi artificiali, come piscine e tubature domestiche, ma anche nebulizzatori per aerosol, umidificatori, condizionatori, saune, impianti termali e innaffiatori per giardini. Perché la malattia di sviluppi, l’individuo deve inalare, aspirare (circostanza che si verifica quando, accidentalmente, le particelle finiscono nei polmoni) microaspirare (se si tratta di un aerosol) il batterio o sue particelle, contenuti nelle goccioline d’acqua sospese nell’aria e nebulizzate attraverso la doccia, la vasca idromassaggio, la piscina o nel vapore acqueo dell’aria proveniente dal sistema di condizionamento. La legionellosi non si trasmette per contatto con persone malate: il contagio interumano della malattia non è mai stato dimostrato.  Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 05:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA