Covid in Fvg, primi segnali di speranza: ecco come la regione può evitare la zona arancione

Mercoledì 24 Novembre 2021 di Marco Agrusti
Un reparto Covid

«Prevediamo che da qui alle prossime due settimane ci si trovi davanti al picco dei ricoveri, questo è un dato preoccupante». Parole di Massimiliano Fedriga, presidente della Regione. Ma il Friuli Venezia Giulia ha in mano le “carte” per evitare la zona arancione, con limiti pesanti che colpirebbero però più che altro le persone non vaccinate, viste le ultime novità attese dal governo. 
Ci si trova quindi all’inizio del periodo chiave della quarta ondata: sicuramente da lunedì la regione sarà in zona gialla, ma il vero incubo è rappresentato dall’arancione, che costringerebbe praticamente alle sole attività lavorative le persone che ancora non si sono sottoposte al vaccino. 


IL QUADRO


Il Friuli Venezia Giulia è a due ricoveri dalla seconda soglia limite (quella della zona arancione) riferita alle Rianimazioni. Servirebbero 27 pazienti, al momento ce ne sono 25 negli ospedali del territorio. È nettamente più lontano, invece, il superamento della soglia relativa alle Medicine Covid, che scatterebbe a partire dal paziente numero 384. Oggi in questi reparti i malati non gravi sono 229. Mancano quindi più di 150 ricoveri, e non è affatto scontato che nelle prossime due settimane questa quota venga raggiunta. Molto dipenderà infatti dall’andamento del contagio, ed è sotto questo profilo che arrivano le prime proiezioni ottimistiche. La curva, infatti, si sta appiattendo. Il Friuli Venezia Giulia ha superato la fase dell’impennata e si avvia verso una stabilizzazione del numero dei casi. Inoltre negli ospedali è ripreso a buona ritmo il sistema delle dimissioni dei pazienti guariti: nelle ultime 24 ore, ad esempio, si è assistito a una crescita nelle Medicine più contenuta, pari a sei pazienti in più rispetto a lunedì. Le Rianimazioni, invece, sono scese di un paziente. 


LA MAPPA


A Trieste il contagio sta calando. Ieri, ad esempio, il capoluogo regionale non è più risultato il territorio più colpito dai nuovi positivi. Adesso la “battaglia” si sposta a Udine, dove i casi sono alti ormai da settimane, specialmente nei comuni più vicini alla provincia di Gorizia, anch’essa in una brutta situazione. Sempre ieri, ad esempio, il Friuli centrale ha fatto registrare 164 nuovi casi, contro i 113 di Trieste. La tenuta di Udine è fondamentale per abbassare o almeno rendere piatta l’incidenza dei contagi. Un altro elemento che allontanerebbe nettamente la possibilità di passare in zona arancione. E nell’entourage che compone la task force regionale proprio su questo punto inizia a filtrare un certo ottimismo sul tema. 


IL CONFRONTO


In ogni caso il Friuli Venezia Giulia sta nettamente meglio di un anno fa. Con i vecchi parametri la regione sarebbe da tempo in zona rossa (l’incidenza è oltre i 300 casi e ne bastavano 250 per il lockdown), nemmeno in arancione. Proprio dodici mesi fa, quando ci si avvicinava alla fine di novembre, i dati erano semplicemente drammatici. La seconda ondata picchiava forte come un martello sugli ospedali della regione e in tutto il Friuli Venezia Giulia si contavano addirittura 565 pazienti ricoverati nelle Medicine adibite al Covid (oggi sono meno della metà) e 55 malati gravi nelle Terapie intensive, anche in questo caso oggi i numeri sono nettamente inferiori. In un solo giorno il 23 novembre del 2020 in Friuli Venezia Giulia si contavano 27 morti a causa del Covid. Una enormità che oggi non immaginiamo nemmeno grazie al vaccino. E a niente altro. 

 

Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 07:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA