Covid in Fvg, controlli a campione nelle aziende per il Green pass. Ecco come funzioneranno

Martedì 28 Settembre 2021 di Marco Agrusti
Il controllo del Green pass
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Chi controllerà i controllori? Una domanda che in vista del 15 ottobre è come un tam tam. Nei luoghi di lavoro spetta ai datori (nel caso di bar e ristoranti anche ai gestori) verificare che i propri dipendenti siano in regola con il Green pass. Ma chi si impegnerà a monitorare la condotta dei datori di lavoro stessi? La risposta arriva dalla sala dei bottoni della Prefettura, dove in attesa di eventuali circolari da parte del ministero dell’Interno sull’attuazione del decreto che ha sancito il pass obbligatorio si è già pronti a far scattare il piano delle verifiche.


I DETTAGLI


Le forze dell’ordine potranno entrare anche in azienda. Lo faranno a campione, ovviamente, così com’è avvenuto quando si doveva pensare a controllare i clienti dei bar e dei ristoranti, nella fase uno dell’evoluzione del Green pass. In Prefettura è tutto pronto, dal momento che la firma sulle eventuali sanzioni spetterà proprio alla “costola” dello Stato sul territorio. «Siamo d’accordo - spiega ad esempio Fabio Cadamuro, barista e numero uno della Fipe locale -. Temiamo che tra noi possa esserci qualche “furbetto”». Tradotto, qualcuno che nell’ombra non chieda il Green pass ai propri lavoratori, magari nel timore di poterli “perdere” perché non vaccinati. «Per questo sosteniamo le forze dell’ordine e chiediamo a gran voce che i controlli si facciano», va avanti Cadamuro. E le sanzioni, nel caso di datori di lavoro inadempienti, sono pesanti. Si va da 400 a mille euro, senza contare che nel caso specifico ad essere multato (oltre che mandato a casa senza stipendio fino all’eventuale regolarizzazione) sarebbe anche il dipendente. 


L’ORGANIZZAZIONE


Le forze dell’ordine su questo tema non hanno bisogno di “consigli”. Il sistema dei controlli è già rodato dall’inizio della pandemia e si potrà basare anche su eventuali segnalazioni. Ma nelle fabbriche, così come negli uffici e nei locali pubblici, come funzioneranno le verifiche dal 15 di ottobre? Il panorama in questo senso è molto vario. Dipende in prima battuta dalle dimensioni della realtà di cui si sta parlando. Bisogna procedere a una prima, importante distinzione: grandi aziende e piccole realtà. Si parte ad esempio dalle prime. Un caso su tutti, l’Electrolux di Porcia. Quando ancora tutti brancolavano nel buio nei primi giorni della pandemia, nella fabbrica di Porcia già scattavano i controlli per la mascherina e le distanze. E ora che si parlerà anche di Green pass, si farà perno sull’esperienza del passato. Interverranno ditte esterne per coordinare le code dei lavoratori al mattino e infine per procedere alle verifiche relative al Green pass sanitario. «E l’azienda sarà inflessibile su questo tema», ha confermato Walter Zoccolan della Rsu di Electrolux. Lo stesso metodo sarà utilizzato - con addetti interni o esterni - anche in altre grandi aziende del territorio come Friulintagli o Cimolai.  I timori riguardano soprattutto le entità di dimensioni più limitate, dove l’organizzazione è minore o più difficile. Ed è lì che si concentreranno i controlli esterni delle forze dell’ordine. Ci sono poi realtà composte da un titolare e uno-due dipendenti. È il caso delle attività commerciali. «La linea è chiara - ha spiegato ieri il presidente dell’Ascom di Pordenone, Alberto Marchiori -: i controlli li faremo tutte le mattine e i tamponi saranno eventualmente a carico dei dipendenti. Dovranno inoltre essere effettuati fuori dall’orario di lavoro». 

 

Ultimo aggiornamento: 16:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA