Covid, oltre 50mila friulani costretti a casa: iniziano a chiudere bar e negozi. Allarme nei trasporti

Giovedì 6 Gennaio 2022 di Marco Agrusti
Un bar chiuso in una foto d'archivio

Più di 22.600 persone sono a casa con il Covid in questo momento. Circa altrettante, di cui 6.500 in provincia di Pordenone, non possono uscire comunque, anche se non sono formalmente contagiate. Si tratta dei cittadini messi in quarantena dalla “macchina” del tracciamento e della prevenzione, che va a singhiozzo ma esiste ancora. Fanno circa 50mila cittadini del Friuli Venezia Giulia che di fatto vivono un nuovo lockdown. È più o meno la stessa popolazione di Pordenone. E gli effetti, come ampiamente preventivato, si fanno sentire a livello pratico, portando alla chiusura forzata di bar e negozi (ad esempio) ma anche a una nuova emergenza che potrebbe condizionare la ripartenza delle scuole. 


GLI EFFETTI


Quasi quattromila contagi al giorno, più di mille in modo sistematico in provincia di Pordenone. E il boom delle quarantene, con migliaia di persone costrette a rimanere in casa. Il risultato? Impossibile andare al lavoro, e quando ad essere contagiati sono ad esempio i dipendenti di un bar o le commesse di un negozio, il “disastro” è completo. Ed è quello che sta accadendo in città negli ultimi quattro-cinque giorni. Un noto bar di corso Garibaldi, ad esempio, è stato costretto a chiudere a causa dei contagi all’interno della forza lavoro. È successo lo stesso nell’area di piazza XX Settembre, in corso Vittorio Emanuele e in vicolo delle Acque nel recente passato. «Chiuso per ferie», si legge spesso. Ma il motivo reale alla base delle serrande abbassate è il Covid. E nemmeno i negozi sono esenti da questo rischio. Anzi, proprio all’alba del periodo dei saldi, sono una decina circa quelli chiusi a causa della situazione sanitaria interna al personale. Questo solamente in centro a Pordenone, come hanno confermato i vertici delle associazioni di categoria. «La situazione sta peggiorando, c’è chi è costretto a chiudere e non è un buon momento perché ciò accada», ha detto il numero uno di Ascom, Fabio Pillon. 


L’ALTRA EMERGENZA


Ma l’allarme tocca anche il settore dei trasporti. E lo ha spiegato in modo chiaro e preoccupato l’assessore regionale Graziano Pizzimenti, affrontando i problemi legati al rientro in classe degli studenti. Sul fronte dei trasporti l’assessore Pizzimenti ha evidenziato che «fino a quando il Friuli Venezia Giulia in zona gialla la capienza massima dei mezzi rimane fissata all’80 per cento e che vi si può accedere con mascherine ffp2 e green pass rafforzato. Al momento la principale criticità è rappresentata da una riduzione del numero di conducenti in servizio a causa dell’aumento dei contagi e delle quarantene sia per quanto riguarda il trasporto su gomma sia per quello su rotaia. Non risultano, invece, sono evidenze di casi di sovraffollamento sui mezzi, ma se tale problema dovesse presentarsi agiremo tempestivamente e in maniera puntuale». Mancano autisti, quindi, principalmente a causa dei tanti contagi che stanno falcidiando anche le aziende del trasporto pubblico locale. 


I SANITARI


Infine le assenze negli ospedali, che pesano non poco sul sistema sanitario e alle quali potranno aggiungersi nuove sospensioni causate dalla mancata risposta alla terza dose. Sono preoccupato del fatto che ci sia una quota significativa di personale sanitario che ad oggi non ha prenotato la vaccinazione. Parliamo nel complesso di diverse migliaia di persone, e questo è un problema che mette a rischio la tenuta del sistema sanitario». ha precisato il vicepresidente Riccardi.

 

Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio, 10:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA