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Rivoluzione Covid, la Regione ha detto sì: basta ricoveri di pazienti solo positivi. Ecco il nuovo metodo

Mercoledì 6 Luglio 2022 di Marco Agrusti
Un reparto Covid
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La rivoluzione degli ospedali, due anni e mezzo dopo l’arrivo della pandemia, è pronta a scattare. E in Friuli Venezia Giulia avverrà in autonomia. Basta con i reparti Covid intasati soprattutto da pazienti che non hanno alcun sintomo della malattia ma solo un tampone positivo. La Regione ha deciso di dire ufficialmente di sì alla svolta. E lo ha fatto promuovendo la richiesta unitaria delle tre Aziende sanitarie. Il tutto in una due giorni di riunioni nella quale è passato anche il tema dello stop ai tamponi “a pioggia”. In questo caso, però, si chiede che sia direttamente Roma a intervenire. E il percorso sarà probabilmente un po’ più lungo. 


IN CORSIA


Il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia e assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, ha detto sì a uno dei cambiamenti più importanti (a livello ospedaliero) dell’intera storia pandemica locale. Lo ha fatto ieri al termine di una giornata fatta di confronti che in realtà era già iniziata 24 ore prima con l’ascolto dei primari di Malattie infettive e dei direttori delle tre Aziende sanitarie. Non c’erano divisioni, tra gli esperti. Tutti concordavano da tempo su un punto: i pazienti solo positivi ma ricoverati per altre patologie o traumi non dovevano più stare nei reparti Covid. Quelli, per intenderci, dedicati alle polmoniti. E così sarà, con un metodo che sarà in capo alle singole aziende. 


COME FUNZIONA


Dal momento che la proposta dei primari e dei direttori è sostanzialmente passata, è bene capire come si agirà adesso nelle singole corsie degli ospedali friulani. Si tratterà di una vera rivoluzione, dal momento che dati alla mano (era stato lo stesso Riccardi, giorni fa, a comunicare questo numero) l’80 per cento dei pazienti è solo positivo e non ha alcun vero sintomo del Covid. 
Nel dettaglio, sarà ogni Azienda ad organizzarsi. Tutti i reparti avranno un minimo di uno-due stanze dedicate ai pazienti positivi ma che necessitano di cure per altre patologie. Le camere sono già state identificate in tutti gli ospedali del Friuli Venezia Giulia. In questi spazi soggiorneranno i pazienti con il tampone positivo. Saranno soli o in coppia, ovviamente se anche il secondo “ospite” avrà lo stesso esito del tampone. E anche in Pronto soccorso si agirà in questo modo: un paziente positivo al tampone ma senza sintomi del Covid sarà inviato nel reparto che più combacerà con la patologia registrata. Ortopedia per un trauma osseo e via dicendo. 
La rivoluzione sancita ieri permetterà di fatto di svuotare immediatamente i reparti Covid che prima accoglievano indistintamente sia i pazienti con sintomi polmonari che persone ricoverate per altre ragioni. Un passo che se compiuto in passato avrebbe permesso anche di evitare zone rosse e arancioni. 


I TEST


La Regione concorda anche sulla seconda proposta, anticipata due giorni fa sul Gazzettino. E cioè quella di limitare l’effettuazione dei tamponi alle sole persone sintomatiche, evitando così i lunghi tracciamenti. Ieri in questo senso (e se ne parla approfonditamente nella parte nazionale del giornale) è arrivato anche l’assist del Veneto di Zaia. Il Friuli Venezia Giulia, dopo la richiesta esplicita dei primari di Infettivologia, aspettava proprio questo: un assist da fuori, per poter portare la questione ufficialmente a Roma e indurre il governo a imprimere un’altra svolta. 

Ultimo aggiornamento: 17:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA