Il Covid non dà tregua agli eventi: autunno dimezzato, rischiano anche le casette di Natale

Venerdì 21 Agosto 2020 di Redazione
Le casette di Natale di Pordenone

PORDENONE - Il mondo delle discoteche si è fermato. O meglio, è stato fermato. Le mascherine sono tornate a popolare le città dalle 18 alle 6. Ma ora l’attenzione si sposta verso un altro problema da affrontare lungo la strada del contenimento del contagio: si pensava infatti di poter recuperare gli eventi (sagre, manifestazioni, show) persi in primavera e in estate durante l’autunno, ma non sarà così. Anzi, iniziano ad arrivare le prime disdette addirittura per il periodo di Natale. Un esempio su tutti: la mostra dei presepi di Villa Manin è appesa a un filo. Si parla di una manifestazione che contava su un pubblico di migliaia di persone. Mancano più di tre mesi, ma il pendolo oscilla verso il “no”. Ed è tutto il settore degli eventi che ora rischia un secondo pugno in faccia dopo le rinunce degli scorsi mesi. 
DOCCIA FREDDA
La pandemia fa questo: costringe tutti a navigare a vista, senza possibilità di programmazione. Il virus è nuovo, ancora parzialmente sconosciuto. E il “contropiede” è un’eventualità sempre in agguato. Per questo motivo il territorio non perderà solo gli appuntamenti classici dell’estate (decine di sagre sono già state cancellate dalla paura), ma anche la gran parte di quelli in calendario tra autunno e inverno. «Dobbiamo tenere i piedi per terra - spiega Antonio Tesolin (Pro Loco Fvg) - e rispettare alla lettera tutte le regole. Chi organizza sagre o manifestazioni è chiamato alla responsabilità, ed è quello che dimostriamo di aver imparato a fare: siamo e saremo ligi ai divieti. Per questo, però, anche in autunno ci saranno pochissimi eventi. È tutto da ripensare ancora una volta, perché non ci si può inventare un “liberi tutti” che nella realtà dei fatti non c’è. Si può già anticipare: anche i grandi eventi del Natale molto probabilmente non ci saranno, così come le grandi sagre autunnali». 
LA MAPPA
Ci sono le manifestazioni già saltate, come la sagra dei Thest di Polcenigo o la rievocazione storica di Cordovado. Ma adesso l’occhio dev’essere rivolto al calendario dell’autunno, che ne uscirà falcidiato. La Festa della Zucca di Cordenons, le tante sagre legate alle castagne, le mostre affollate a cavallo tra l’autunno e l’inverno. E poi i paesi sempre in festa durante l’Avvento, tra casette di Natale e mercatini. Tutto in forse, con le quotazioni in netto aumento per il partito del “no”, dal momento che non si intravede un alleggerimento delle complesse norme che adesso disciplinano gli eventi all’aperto. Per quelli al chiuso, poi, le regole sarebbero perfino più intricate. E non si parla soltanto di maxi-eventi da migliaia di persone. La lotta al contagio impone una riflessione su ogni tipo di manifestazione, da studiare punto per punto per rispondere a tutti i criteri elencati dalle linee guida della Conferenza delle Regioni. 
LE STRADE DIVERSE
Le associazioni del territorio si preparano quindi a tirare nuovamente il freno dopo aver sperato in una ripresa delle manifestazioni dopo un’estate di rinunce. Adesso invece sarà necessario un altro ragionamento: per sopravvivere, i sodalizi a capo delle organizzazioni delle principali sagre della provincia dovranno almeno temporaneamente cambiare pelle. «Oggi come oggi - conclude Tesolin - le manifestazioni devono essere ripensate. Non è detto che debbano saltare del tutto, ma siamo costretti a ridisegnarle con un altro profilo. Meno persone, eventi selezionati, temi diversi». Il dubbio è uno, ma è bello grosso: si chiede questo sforzo ad associazioni fatte di volontari, che da decenni si occupavano di sagre. Una “muta” dalla sera alla mattina è quantomeno difficile da immaginare. 

Ultimo aggiornamento: 08:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA