Ospedali in affanno, la pandemia lascia in attesa quattromila interventi chirurgici non urgenti

Lunedì 10 Gennaio 2022 di D.L.
Sala operatoria
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PORDENONE - La prevista risalita dei ricoveri rischia di mettere gli ospedali ancora più in affanno. Con la necessità di aumentare i posti letto Covid e quindi di incrementare anche il personale dedicato ai reparti in emergenza il rischio è che tutto il resto della sanità extra-Covid subisca nuovi rallentamenti. Con l’inevitabile conseguenza di allungare le già pesanti liste d’attesa: dal marzo 2020 solo nel Friuli occidentale a oggi sono quasi quattromila gli interventi chirurgici non urgenti in attesa.
 

RIPARTIRE
E proprio per evitare l’allungarsi delle attese e cercare di ridurre i disagi al “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone la direzione Asfo ha messo in campo ogni possibile sforzo e strategia per consentire oggi la ripresa almeno di una parte degli interventi chirurgici di carattere oncologico: attività che era stata sospesa dallo scorso 23 dicembre proprio a causa dell’aggravarsi dell’emergenza con la variante Omicron lasciando nelle sale operatorie solo l’attività legata alle urgenze. Una ripresa che non sarà facile anche perché deve fare i conti con la carenza di personale, negli ultimi giorni sono cresciuti i contagi anche tra gli operatori sanitari. E dunque ci si deve misurare con le nuove assenze di infermieri e Operatori socio-sanitari che si sommano a quelle degli ultimi mesi che hanno visto la sospensione dei dipendenti no-vax.
 

SALE OPERATORIE
Ma nonostante l’emergenza veda una risalita nei ricoveri di pazienti Covid nell’ospedale pordenonese da questa mattina saranno di nuovo operative tre o quattro sale chirurgiche per il riavvio delle operazioni dei casi oncologici. Oltre ovviamente alle urgenze, la precedenza viene data all’oncologia chirurgica. Che, tranne nelle fasi più difficili del lockdown e con la più recente interruzione dallo scorso 23 dicembre, è sempre andata avanti facendo fronte alle non poche difficoltà legate proprio alla carenza degli organici. L’attività chirurgica riprenderà anche nell’ospedale di San Vito al Tagliamento, dove vengono effettuati interventi di chirurgia meno importanti rispetto a quelli dell’ospedale cittadino. Mentre nell’ospedale di Spilimbergo ancora la situazione non consente di riattivare l’attività chirurgica e le sale operatorie di quel centro ospedaliero. Ma il riavvio con le tre - forse quattro a seconda della disponibilità di operatori - sale a Pordenone consentirà gradualmente di dare risposte agli interventi di chirurgia oncologica ritenuti prioritari. Le operazioni programmate (in particolare quelle non urgenti nell’ambito della chirurgia vascolare, della chirurgia generale, della ginecologia e dell’urologia) invece avranno dei tempi di recupero inevitabilmente più lunghi. Cioé a quando almeno il 60 per cento delle sale operatorie saranno di nuovo in funzione con il relativo personale. La ripartenza di oggi prevede infatti un’operatività di circa il 30 per cento in più, rispetto a tutti i tipi di urgenza (anche quella oncologica ritenuta grave) cui i reparti pordenonesi hanno comunque cercato di rispondere anche durante la riduzione che era scattata appena prima di Natale.
 

VISITE AMBULATORIALI
Anche sul fronte delle visite specialistiche ambulatoriali (parliamo sempre di quelle non urgenti e con una programmazione più lunga nel tempo) la situazione delle liste di attesa è piuttosto pesante. E le difficoltà delle ultime settimane relativamente all’assenza di infermieri, Oss e tecnici non agevola certo il recupero di quanto è rimasto indietro. In questo ambito, inoltre, la difficoltà e pure maggiore: il personale degli ambulatori specialistici non è infatti facilmente sostituibile.

 

Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 10:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA