La movida supera l'esame, il sindaco assicura: la città non chiuderà

Lunedì 25 Maggio 2020 di Marco Agrusti
La movida pordenonese ha superato l'esame

PORDENONE - «Non firmerò ordinanze, non imporrò ulteriori limiti agli esercizi pubblici. Non lo farò perché dopo un primo momento di sbandamento la città si è comportata bene, anche nel fine settimana più temuto». La firma è quella del sindaco Alessandro Ciriani, lo stesso primo cittadino che quotidianamente riprendeva i cittadini del capoluogo perché sorpresi a passeggiare illegalmente in centro in pieno lockdown. Ma adesso la città è ripartita, e non può fermarsi. Deve correre rispettando le regole. 
L'ANNUNCIO
A Vicenza il sindaco della città del Palladio ha imposto il divieto di consumare bevande alcoliche se non si è seduti al tavolino del bar. A Brescia è scattato addirittura il coprifuoco limitato al weekend: tutto deve chiudere alle 21.30. Sì all'aperitivo, quindi, ma non a quello lungo. A Pordenone non accadrà niente del genere, almeno non succederà se le cose continueranno ad andare come negli ultimi giorni. «Abbiamo rafforzato i controlli - spiega Alessandro Ciriani -, mettendo in campo tutto quello che avevamo a disposizione: sono tornati gli steward, la polizia locale è stata coinvolta nella gestione della movida responsabile, le forze dell'ordine garantiscono il massimo impegno e abbiamo ottenuto la collaborazione dei gestori dei locali. Ho visto una città che nel fine settimana si è comportata in modo responsabile proprio grazie alla collaborazione di tutte queste componenti della società. E io da sindaco annuncio che non ricorrerò a provvedimenti restrittivi, semplicemente perché allo stato attuale non ce n'è bisogno». I bar di Pordenone non subiranno limitazioni di orario e il popolo della movida non si troverà di fronte a nuove ordinanze locali. «Certo, se si dovessero notare situazioni oltre il limite non potremmo esimerci dall'intervenire, ma lo stile deve rimanere quello del consiglio e della concertazione». Come dire che i tempi del bastone sono alle spalle e che stante l'impossibilità (tecnica, economica, anche morale) di richiudere tutto senza un'impennata dei ricoveri in ospedale, c'è bisogno di andare avanti. «Chiudere o accorciare gliorari - ha concluso Ciriani - in questo momento non servirebbe a molto. Continueremo a consigliare e a vigilare». 
I CONTROLLI
Controllare, appunto. Anche sabato sera, a Pordenone il modello ha funzionato, ma le multe comminate dalle forze dell'ordine a causa del mancato rispetto dell'ordinanza regionale sono state solo tre, a fronte delle 413 persone controllate da polizia, carabinieri e polizia locale. «Siamo soddisfatti - ha detto il presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga - ma servono ancora comportamenti rigorosi. Siamo al lavoro con le Prefetture». 
LA PROTESTA
Ad alcuni residenti di Contrada maggiore, la movida però continua a non andare giù. Sarebbe infatti pronta una raccolta firme per mettere un argine alla confusione generata dal tirar tardi di alcuni locali. Le forze di polizia, però, non hanno ravvisato violazioni. 
LE SOLUZIONI
Intanto in Comune a Pordenone si pensa sempre di più all'ampliamento dei plateatici dei locali pubblici, perché più posti all'aperto significa anche più possibilità di distanziare le persone e di rispettare le norme. «Confermiamo ad esempio che via Gorizia potrà essere chiusa dai ristoratori nelle ore serali, in modo da ottenere più posti a sedere sulla pubblica via», ha spiegato sempre il sindaco. 
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