Coronavirus, si va verso una rivoluzione sui tamponi fai da te anche in FVG: ecco come funzioneranno

Martedì 13 Ottobre 2020 di Redazione
I tamponi potrebbero diventare fai da te

PORDENONE E UDINE I test rapidi, impiegati nelle scuole del Fvg dalla fine della scorsa settimana, promettono una svolta. Ma potrebbero rappresentare solo degli apripista, in favore di una novità che si annuncia rivoluzionaria: anche il Friuli Venezia Giulia, dopo il Veneto, pensa infatti concretamente all’adozione sul territorio dei tamponi fai da te. La sperimentazione è attualmente in corso a Treviso (è curata dal direttore del laboratorio di microbiologia Roberto Rigoli) ma sia i laboratori del Burlo di Trieste che i vertici politici regionali sono pronti ad accogliere i dispositivi in Fvg una volta ottenuta la certificazione scientifica. E i tempi potrebbero non essere lunghi, dal momento che già nelle prossime settimane i primi lotti saranno in vendita negli Stati Uniti. 
L’ANTICIPAZIONE
«Il futuro - ha spiegato il direttore del laboratorio del Burlo, il professor Maurizio Ruscio - è rappresentato dalla possibilità di effettuare il test a casa e successivamente di presentare i risultati per le analisi». «Funzionerà come il test di gravidanza - ha aggiunto il vicepresidente del Fvg, Riccardo Riccardi - ed è ovvio che l’evoluzione del tracciamento sarà quella dell’autonomia nella fase di controllo della presenza o meno del Coronavirus». Il microbiologo Andrea Crisanti, l’artefice del “modello Veneto” dei tamponi, recentemente ha espresso scetticismo nei confronti dei test fai da te, puntando il dito sulla difficoltà di inserire i risultati nel sistema regionale (e nazionale) dei conteggi. In Friuli Venezia Giulia, però, si pensa già a una soluzione. Il cittadino che dovesse diagnosticarsi a domicilio la positività al Covid, avrebbe l’obbligo di contattare il sistema sanitario. Il prelievo del risultato avverrebbe direttamente a casa, tramite la consegna della provetta alle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) e così il contagio finirebbe nel conto del giorno, senza perdersi. È ancora un’operazione in fase embrionale, ma l’accelerazione tecnologica sul fronte della lotta al contagio è estremamente rapida, e al lavoro ci sono le più importanti aziende internazionali del settore. Così, dopo l’accordo sulla gara per la fornitura dei test rapidi, Veneto e Fvg procederanno a braccetto anche verso lo sbarco dei tamponi fai da te. 
LA TECNOLOGIA
Ma come funzionano concretamente i test che promettono di sgravare il sistema della prevenzione? Innanzitutto il kit comprenderebbe un cotton fioc classico. Il cittadino dovrebbe inserirlo nelle narici, senza percorrere la gran parte della cavità nasale come nel caso del tampone classico, ma solamente appoggiando l’estremità del cotton fioc alla mucosa. Il piccolo “bastoncino”, poi, dovrebbe essere inserito in una provetta, nella quale sarà presente il reagente, cioè l’elemento chiave in grado di determinare la presenza del virus Sars-CoV2. Infine il liquido dovrebbe essere versato su un elemento in plastica che fungerà da tester. Apparirà un segnale inequivocabile in caso di contagio, proprio come avviene nei più comuni test di gravidanza. È ovvio che come accade oggi per i tamponi rapidi, successivamente sarebbe necessario il vero e proprio controllo diagnostico molecolare, ma in caso di negatività il percorso di auto-diagnosi terminerebbe lì. A casa, senza intasare il sistema sanitario e senza mettere in ginocchio la macchina della prevenzione, già sovraccarica anche in Friuli Venezia Giulia.

 

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